A Genova Università e aziende private collaborano allo studio delle fuel cell

Tra le ragioni che – secondo molti analisti – rendono mai come oggi davvero a portata di mano uno scale-up dell’H2 e quindi la creazione di un’economia dell’idrogeno e livello globale, c’è la straordinaria evoluzione che le tecnologie connesse a questo settore hanno sperimentato negli ultimi anni.

Un risultato frutto del lavoro di moltissimi soggetti diversi e spesso reso possibile dalla partnership tra istituzioni pubbliche e aziende private. Un esempio di collaborazione sinergica che negli ultimi anni è andato in scena anche a Genova, dove il Gruppo di Ricerca di Metallurgia e Materiali del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Genova e la società di progettazione Ergo Design hanno dato, ognuno in relazione ai rispettivi ruoli e competenze, un contributo allo studio delle pile a combustibile ad ossido solido (SOFC) che rendono possibile ed efficiente l’uso di combustibili ricchi in idrogeno.

A guidare il lavoro dell’istituto genovese, in questo ambito di ricerca, è Paolo Piccardo, professore associato di metallurgia presso il DCCI, che prende parte a diversi importanti progetti di ricerca europea sulle pile a combustibile SOFC, tra cui AD ASTRA e ENDURANCE, quest’ultimo da lui coordinato. Nel corso del lavoro di studio relativo a queste due iniziative, svolto in partnership con numerose altre realtà internazionali, Piccardo si rende conto di avere bisogno – per il test dei materiali metallici con cui le pile in cui far lavorare le fuel cell sono realizzate – di un macchinario che, di fatto, ancora non esiste. Il docente genovese prende quindi carte e penna, stila un progetto e contatta l’azienda concittadina Ergo Design, a cui spetta il compito di realizzare la nuova macchina.

Nasce così il Real Life Tester (RLT), apparecchiatura R&D pensata e costruita per le necessità del gruppo di ricerca genovese, ma in procinto ormai di sbarcare anche sul mercato.

Il Real Life Tester realizzato da Ergo Design

RLT, unica nel suo genere a detta dei suoi realizzatori, è in grado di effettuare test su un campione di materiale grosso come una moneta, applicando simultaneamente due gas diversi sulle due facce del disco metallico, con pressione fino a 10 bar e temperatura fino a 1050 °C, e sottoponendo lo stesso campione a una corrente elettrica fino a 1 Ampere per centimetro quadrato.

L’applicazione simultanea di queste forze consente di riprodurre le condizioni di esercizio di una pila a combustibile, per studiarne il deterioramento dei componenti. Inoltre, l’estremizzazione delle condizioni (temperatura, pressione, ecc..) rende possibile concentrare in un tempo più breve gli effetti che l’uso della fuel cell in condizioni normali genererebbe in un orizzonte temporale molto più lungo.

Si accorciano così i tempi dei test, ma anche i costi, perché mentre un’intera pila a combustibile – necessaria in sperimentazioni con macchinari tradizionali – costa qualche decina di migliaia di euro, i campioni di materiale che si usano con l’apparecchio RTL di Ergo Design hanno un costo medio di circa 70 euro.

Grazie a questo prodotto innovativo, costruito da un’azienda concittadina, l’ateneo genovese è stato in grado di fare importanti passi avanti nello studio delle fuel cell e dei materiali in uso per la realizzazione delle pile in cui operano. Questo ha portato alla pubblicazione di numerosi papers scientifici a riguardo: un contributo allo sviluppo di tutta la filiera dell’idrogeno che arriva direttamente dalla città della Lanterna.

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