A rischio i fondi pubblici per il treno a idrogeno sulla linea Terni-Sulmona

Ostacoli, e di non poco conto, sul cammino del progetto che dovrebbe portare i treni a idrogeno sulla linea tra Terni e Sulmona, nell’ambito del più ampio piano di sviluppo di un hub per le rinnovabili e l’H2 green nelle aree del centro Italia colpite da eventi sismici negli ultimi anni.

A darne notizia sono i quotidiani locali, che ricordano come questa iniziativa, promossa da alcuni importanti operatori internazionali, avesse ottenuto l’inserimento nella pipeline progettuale della European Clean Hydrogen Alliance, nonché un impegno diretto di RFI e di Trenitalia.

Sostegno ma anche risorse ingenti: in totale oltre 100 milioni di euro, provenienti in parte dal PNRR, stanziati esattamente un anno fa poco prima che il Commissario Straordinario alla ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, dopo l’intesa raggiunta nella Cabina di Coordinamento integrata cui partecipano il Capo della struttura di missione Aquila 2009, Carlo Presenti, il Capo Dipartimento Casa Italia, Elisa Grande, i presidenti di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria ed i rappresentanti dei sindaci, firmasse l’ordinanza che autorizzava formalmente l’iniziativa.

Ma ora – riferisce la stampa umbra – sono proprio questi fondi ad essere a rischio, per una decisione dello stesso Legnini.

Secondo il Corriere dell’Umbria, infatti, il Commissario avrebbe giudicato carente la documentazione prodotta da RFI, anche a valle dello studio di fattibilità commissionato a Italferr, e avrebbe deciso di sospendere l’assegnazione dei fondi.

Ora le cose si sarebbero arenate: si attendeva entro fine settembre una nuova procedura pubblica per raccogliere altre proposte propedeutiche all’allocazione delle risorse, che tuttavia non si è svolta. E – è ancora il Corriere dell’Umbria a riferirlo – i tempi ormai sarebbero stretti: il 31 dicembre, insieme al finanziamento, scade anche il terzo mandato del Commissario Legnini.