Acciaierie d’Italia: 4,7 miliardi per decarbonizzare la produzione con l’idrogeno entro 10 anni

Un output di 8 milioni di tonnellate di acciaio all’anno entro il 2025, che diventerà totalmente ‘carbon free’ grazie all’idrogeno entro 10 anni a partire da oggi, il tutto grazie a investimenti complessivi per 4,7 miliardi di euro.

Sono questi, a grandi linee, i punti chiave del nuovo piano strategico messo a punto da Acciaierie d’Italia – la società pubblico-privata (Invitalia e Arcelor Mittal) subentrata nella gestione degli asset ex-Ilva – di cui ieri (13 dicembre; ndr) hanno parlato nel corso di un apposito incontro i vertici dell’azienda Franco Bernabè e Lucia Morselli (rispettivamente Presidente e AD), il Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e il Ministro del Lavoro Andrea Orlando.

Se l’obbiettivo in termini di produzione resta immutato rispetto al precedente piano della sola Arcelor Mittal – secondo la ricostruzione de Il Sole 24 Ore – a cambiare è l’orizzonte temporale, che passa da 5 a 10 anni, e sopratutto il target di decarbonizzazione: il ‘vecchio’ piano prevedeva di produrre una quota di acciaio con forni elettrici e un’altra quota con altoforno tradizionale, mentre ora si punta a decarbonizzare completamente l’attività del gruppo siderurgico entro 10 anni, arrivando ad un modello produttivo interamente basato su forni elettrici alimentati a idrogeno.

L’intera trasformazione richiederà un investimento che, come detto, sfiora i 5 miliardi di euro e fissa un traguardo intermedio al 2025: entro tale data la forza lavoro del gruppo dovrebbe tornare alla piena occupazione, la produzione dovrebbe raggiungere gli 8 milioni di tonnellate di acciaio annue, mentre la riduzione delle emissioni dovrebbe arrivare al -40% per la CO2 e al -30% per le polveri sottili.

Il Ministro Giorgetti, commentando il nuovo piano, lo ha definito “realistico ma non semplice”, aggiungendo che il rilancio dell’ex Ilva “è più complicato di quanto ci aspettassimo, serve fiducia e speranza da parte di tutti. Il passaggio all’idrogeno e la gestione e le conseguenze degli aspetti occupazionali hanno bisogno di tempo. Il Governo farà la sua parte, continuerà a lavorare con spirito costruttivo mettendo ordine in un pacchetto di norme e di strumenti che consentano di gestire la fase di transizione verso il green di un settore strategico quale quello dell’acciaio”.

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