Acciaio verde: le prospettive della siderurgia a idrogeno dalla Norvegia al Mar Ionio

Nascono nuovi progetti di acciaio ‘verde’ – l’acciaio prodotto utilizzando nel processo siderurgico l’idrogeno (anch’esso ‘green’ ovvero prodotto da fonti rinnovabili) al posto dei combustibili fossili – nell’avanzata Scandinavia, ma si parla sempre più spesso di uno scenario del genere anche a Taranto, per dare futuro al maxi impianto industriale appartenuto all’Ilva dei Riva e oggi (per il momento) parte del gruppo internazionale Arcelor Mittal.

Dopo l’annuncio del gruppo svedese Ovako, che ha avviato una sperimentazione proprio per utilizzare H2 nel suo ciclo produttivo, è stata la volta della corporation norvegese dell’acciaio CELSA, che ha annunciato la sigla di un accordo di partnership con l’azienda connazionale Statkraft, specializzata nelle energie rinnovabili, e con Mo Industrial Park, la società di gestione dell’omonimo parco industriale situato nel nord del Paese dove prederà corpo la nuova iniziativa.

L’ambizione dei tre firmatari del progetto – si legge in una nota – è quella di costruire un impianto di elettrolisi chiamato Hydrogen Hub Mo, che in una prima fase sarà in grado di generare dalle 2 alle 4 tonnellate di idrogeno verde al giorno, destinato ad alimentare il processo industriale di CELSA, che così potrà produrre acciaio ‘verde’ a basso impatto ambientale, da destinare a diversi utilizzi anche per altre aziende insediate nel Mo Industrial Park.

Ma l’acciaio verde, prodotto con l’impiego di idrogeno rinnovabile, potrebbe essere il futuro anche per la storica acciaieria di Taranto: lo aveva già detto nelle scorse settimane, e lo ha ribadito pochi giorni, fa il Vicepresidente della Commissione Europea Frans Timmermans, che in un’intervista a Il Corriere della Sera ha ricordato: “Il Just Transition Fund europeo è passato da 7,5 a 40 miliardi di euro, cosa che offre la possibilità di rinunciare al carbone trasformando le industrie che ne dipendono troppo”. L’Italia, secondo Timmermans, che ha anche la delega al Green Deal europeo, deve usare questi fondi per l’ex Ilva di Taranto: “Vogliamo investire lì perché c’è un problema con l’acciaio e il carbone. Se saremo capaci di costruire l’acciaio europeo con l’idrogeno anche a Taranto avremo l’acciaio verde e saremo competitivi”. Il Vicepresidente della Commissione UE, nella sua intervista al Corriere, ha quindi esortato ad immaginare “una Taranto in cui non ci sia più la sfida per la salute e l’aria sia pulita: ci vogliono investimenti enormi, ma l’acciaio fatto con l’idrogeno è possibile”.

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