Addizionalità: Hydrogen Europe e altre associazioni chiedono all’UE di estendere l’esenzione fino al 2030

Dopo la lettera firmata da Enel, Iberdrola e EDP, che chiedevano alla Commissione UE di limitare le eccezioni alla clausola di addizionalità dell’energia rinnovabile impiegata per la produzione di idrogeno verde e fuel sintetici da esso derivati, arrivano ora su Bruxelles pressioni in direzione contraria.

Ed esercitarle, con un’altra lettera aperta inviata in risposta alla bozza di Atto Delegato alla direttiva RED II pubblicata dalla Commissione, sono 18 diverse associazioni di categoria, tra cui spicca Hydrogen Europe, la principale ‘lobby’ europea del settore.

E se le tre citate energy company – tutte molto attive nella produzione di energia rinnovabile – chiedevano la cancellazione dalla bozza di atto delegato della clausola denominata ‘grandfathering’, in base alla quale i progetti di produzione di H2 green che entreranno in funzione prima del 2027 saranno dispensati dal rispetto del principio di addizionalità (che prevede l’installazione di capacità di produzione di energia rinnovabile aggiuntiva rispetto a quella attuale, per alimentare gli elettrolizzatori) per tutto il loro ciclo vitale, Hydrogen Europe e gli altri firmatari di questa nuova missiva chiedono l’esatto opposto, ovvero che questa esenzione venga rafforzata estendendone il campo d’applicazione ai progetti che entreranno in funzione non già entro il 2027, ma entro il 2030.

“I tempi medi di sviluppo di nuove installazioni per la produzione di energia rinnovabile (per un impianto di eolico offshore circa 7 anni) non coincidono con le tempistiche necessarie alla costruzione di un impianto di elettrolisi (molto più brevi; ndr)” si legge nella lettera. E considerando inoltre “l’elevatissimo livello della domanda di energia rinnovabile derivante dalla industrie ‘energy intensive’ ”, secondo Hydrogen Europe e le altre associazioni (afferenti a vari settori, come il gas naturale, la chimica, i fertilizzanti e i fuel alterntivi) il vincolo dell’addizionalità “potrebbe rappresentare un significativo ostacolo allo scale-up della produzione di renewable fuels of non-biological origin (RFNBO)”.

Motivo per cui i firmatari chiedono alla Commissione di “estendere il periodo di esenzione previsto (grandfathering) almeno fino al 2030”.

Ora spetterà alle istituzioni di Bruxelles valutare le istanze contrapposte e individuare una soluzione in grado di favorire lo scale-up della produzione di H2 green e parallelamente il raggiungimento degli obbiettivi climatici fissati dalle politiche europee in materia.