Aerei a idrogeno: c’è anche il progetto della start-up italiana NEAE-GSI nella ‘pipeline’ europea

di Francesco Bottino

Tra i progetti italiani che la Commissione Europea ha recentemente incluso nella ‘pipeline’ di iniziative prioritarie della European Clean Hydrogen Alliance c’è anche quello di NEAE-GSI, start-up campana che ha messo a punto un innovativo propulsore elettrico, con alimentazione a idrogeno, per aerei civili di grandi dimensioni.

“Per noi è una grande soddisfazione” sottolinea ad HydroNews Gerardo Imperatore, CEO e Fondatore di New Electric Aircraft Engines – GSI (NEAE-GSI), che, insieme ai CEO di alcuni dei big della mobilità europea, siede nel tavolo tecnico ‘hydrogen for mobility’, uno dei gruppi di lavoro in cui si articola l’attività dell’alleanza europea.

“Si tratta di un importante riconoscimento per il nostro progetto, che parte nel 2018 con la richiesta del brevetto, ottenuto poi nel 2020, e passa per la fondazione della start-up innovativa nel 2019”.

Oggi NEAE-GSI è ancora una realtà molto piccola, in cui lavorano solo 3 persone con base a Caserta, ma pronta a potenziare la sua struttura in vista dello sviluppo del progetto, “che si basa – spiega Imperatore – sul nostro propulsore elettrico, in accoppiata con un tank per l’idrogeno liquido, sviluppato dal centro di ricerca tedesco DLR, e con un sistema di fuel cell fornito da un produttore svizzero nostro partner”.

La particolarità di questo concept è costituita dal fatto che si applica ad aerei di grandi dimensioni, da 170 posti in su, a differenza di altri progetti dello stesso settore che per il momento si concentrano su piccoli velivoli, “e può essere installato non soltanto su unità di nuova costruzione, ma anche su aerei già operativi che così possono prolungare la loro vita utile convertendosi ad un sistema di propulsione a emissioni zero”, applicando concretamente la logica dell’economia circolare per dare nuova vita ad aerei oramai obsoleti.

L’obbiettivo di NEAE-GSI, e dei suoi partner presenti e futuri, è quello di poter equipaggiare i primi aerei entro il 2028, e da quell’anno in poi di poter fornire l’impianto a 50 aerei all’anno fino al 2035.

Ovviamente, gli investimenti necessari per raggiungere questi obbiettivi sono importanti, ma NEAE-GSI ha già fatto i conti: serviranno in totale 125 milioni di euro, di cui 20 per le attività di sviluppo e 35 per la realizzazione del prototipo (entro il 2025), 5 milioni per le certificazioni (tra 2025 e 2028) e 65 per la produzione in serie e l’implementazione a bordo. Quest’ultima fase costituirà lo sviluppo commerciale del progetto, prenderà avvio come detto dal 2028 e potrà generare – secondo i calcoli della società guidata da Imperatore – un ROI (return on investment) netto pari a 600 milioni di euro all’anno (tra 2028 e 2035), da ripartire con i partner che entreranno a far parte del progetto.

Alla luce di questo scenario, e del riconoscimento che l’iniziativa ha riscontrato dalle parti di Bruxelles, la start-up campana si è già mossa per reperire finanziamenti europei: “Abbiamo partecipato alla call HORIZON-CL5-2021-D5-01-05 del programma Horizon 2021, insieme a due centri di ricerca aerospaziali, quello tedesco (DLR) e quello francese (ONERA), e ad un’azienda svizzera già produttrice di fuel cell, con un progetto mirato a verificare l’efficacia e i benefici del nostro propulsore. Siamo molto fiduciosi sull’esito positivo della partecipazione: il finanziamento di 5 milioni (2,5 la nostra quota) dovrebbe arrivare a giungo 2022”.

A quel punto – assicura Imperatore – potranno partire le attività di ricerca e sviluppo, ma per proseguire saranno poi necessarie risorse ulteriori, ed è per questo che “ora stiamo definendo, un’opportunità offerta dalla BEI e in partnership con altri operatori, anche la nostra partecipazione alla prossima call dell’Innovation Fund (60% fondi grant BEI e 40% pubblici o privati), che sostiene progetti di larga scala. In questo caso i finanziamenti sono molto più ingenti, nell’ordine di 125 milioni di euro e oltre. Ovviamente, in caso di esito positivo, si tratterebbe di un impulso molto forte per il nostro progetto”.

Le risorse dell’Innoviation Fund arriverebbero nel 2023, consentendo appunto l’avvio delle fasi successive di questa iniziativa, che tuttavia non è l’unica a cui stà lavorando la start-up tecnologica basata a Caserta.

NEAE-GSI ha infatti sviluppato anche il design – su cui ha già ottenuto un brevetto – per uno shuttle bus volante a decollo e atterraggio verticale, con propulsione elettrica alimentata a idrogeno, in grado di trasportare 50 persone nella versione più grande e 20 in quella più piccola, utilizzabile anche come taxi volante nelle città.

Gli obbiettivi principali per questo eVTOL sono le destinazioni urbane a corto-medio raggio, oppure per operazioni di emergenza come una sala operatoria volante, navetta di salvataggio per le persone bloccate sulle montagne oppure bloccate nei grattacieli in fiamme, in dotazione ai Vigili del Fuoco.

Anche se il mezzo può sembrare ‘futuristico’, la società fondata da Imperatore ha le idee ben chiare e punta a rendere operativi i primi bus volanti entro il 2028-2029: per la fase propedeutica alla commercializzazione serviranno però 75 milioni di euro, di cui 25 per lo sviluppo progettuale e 40 per il prototipo entro il 2025, e altri 5 milioni per le certificazioni tra 2025 e 2028. Ancora da definire, invece, il budget per la successiva fase di realizzazione in serie e commercializzazione di questi eVOTL Shuttle Bus, che comunque dovrebbe avvenire prima delle fine del decennio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *