Aerei a idrogeno: il gruppo British Airways stringe un’alleanza con ZeroAvia

Nei piani di sviluppo di un’aviazione civile a zero emissioni di British Airways l’idrogeno avrà un ruolo centrale, tanto che la storica compagnia di bandiera britannica ha avviato una nuova partnership con ZeroAvia, azienda americana attiva nello sviluppo di sistemi di propulsione a fuel cell di idrogeno per velivoli commerciali.

Lo scorso settembre ZeroAvia aveva completato il primo viaggio sperimentale al mondo di un aereo con propulsione elettrica garantita da celle a combustibile di H2. Un Piper M-class da 6 posti, partito dall’aeroporto inglese di Cranfield, aveva completato con successo tutte le fasi dell’esperimento: taxi, decollo, circuito in volo e atterraggio.

British Airways e ZeroAvia lavoreranno congiuntamente per analizzare le potenzialità di un passaggio dai combustibili tradizionali all’idrogeno per decarbonizzare l’aviazione del futuro, nell’ambito del programma Hangar 51, iniziativa dello IAG (International Airlines Group) che prevede la collaborazione con diverse start-up tecnologiche che potranno sperimentare le loro innovazioni in contesti reali di business su scala globale.

A delineare le tappe evolutive del percorso di decarbonizzazione di British Airways è stato il CEO del gruppo Sean Doyle: “La nostra azienda è impegnata per un futuro sostenibile e intende raggiungere l’obbiettivo di zero emissioni nel 2050. Nel breve termine dovremo agire sull’efficientamento delle nostre operazioni e implementare i primi progetti di cattura della CO2, mentre per il medio-lungo periodo stiamo investendo in soluzioni alternative per un’aviazione sostenibile e stiamo valutando quale potrà essere il nostro contributo ad un’accelerazione dello sviluppo di nuove tecnologie, come gli aerei a zero emissioni alimentati a idrogeno”.

“La nostra mission è quella di contribuire allo sviluppo di un’aviazione civile a zero emissioni e siamo convinti che l’idrogeno sia la soluzione migliore e più veloce per riuscirci” ha aggiunto Sergey Kiselev, responsabile per l’Europa di ZeroAvia. “Quest’anno abbiamo già dimostrato come presto i passeggeri potranno volare su aerei commerciali realmente a zero emissioni e nei prossimi anni puntiamo a ‘scalare’ questa tecnologia per poterla applicare a velivoli di grandi dimensioni operativi su viaggi a lunga distanza. Oltre a ridurre l’impatto ambientale, la propulsione a fuel cell di idrogeno per gli aerei può anche abbattere i costi operativi e migliorare l’esperienza di viaggio dei passeggeri. Siamo quindi molto contenti di poter lavorare con una compagnia di primo piano come British Airways e con gli altri partner del programma Hangar 51”.

ZeroAvia ritiene di riuscire a dimostrare già nel 2021 l’applicabilità della sua tecnologia su aerei di maggiori dimensioni. L’azienda inoltre punta a commercializzare i primi sistemi di propulsione a fuel cell di idrogeno, destinati ad aerei fino a 20 posti per viaggi nel raggio di 500 miglia, entro il 2023. Nel 2027 invece dovrebbero essere pronti i propulsori per aerei fino a 100 posti, attivi su tratte tra le 500 e le 1.000 miglia, mentre per le fuel cell destinate a velivoli da oltre 100 posti operativi su lunghe percorrenze (oltre le 1.000 miglia) l’orizzonte temporale è il 2030.

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