Allarme di ICIS e Hydrogen Europe: a rischio il target di 6 GW di elettrolisi entro il 2026

Gli investimenti previsti per lo sviluppo dell’idrogeno all’interno dei piani di ripresa e resilienza messi a punto dai vari Paesi europei difficilmente consentiranno il raggiungimento dell’obbiettivo di 6 GW di capacità elettrolisi installata entro il 2026 a livello continentale, contenuto nella hydrogen strategy europea.

A lanciare l’allarme, dopo un’attenta revisione dei PNRR nazionali ad oggi disponibili, sono l’ICIS (Independent Commodity Intelligence Service) e Hydrogen Europe, che ‘contano’ investimenti per complessivi 12 miliardi di euro a favore di progetti relativi all’H2, compresi quelli che prevedono l’installazione di nuova capacità, valore che potrebbe salire fino a 54 miliardi di euro considerando anche iniziative complementari nel campo delle celle a combustibile e delle infrastrutture per il rifornimento stradale di idrogeno.

Il problema – ha sottolineato Alexandru Floristean, Manager Intelligence di Hydrogen Europe – è costituito da fatto che i principali obbiettivi relativi alla capacità produttiva inseriti nei piani fanno riferimento alle rispettive strategie nazionali per l’idrogeno, che hanno tutte come primo step temporale il 2030.

Tutti i progetti che hanno come orizzonte il 2024 prevedono l’installazione di impianti di elettrolisi di piccola taglia, dai 5 ai 20 MW, valori che renderanno molto difficile raggiungere l’obbiettivo dei 6 GW di capacità aggregata europea entro tale data.

Un altro ostacolo al raggiungimento di questo target sarebbe poi costituito dal principio di addizionalità, in base al quale gli sviluppatori dei progetti di grandi dimensioni dovranno installare capacità di produzione di energia rinnovabile addizionale in quantità sufficiente ad alimentare i nuovi impianti di elettrolisi, in modo da bilanciare il loro consumo con ulteriore output di energia pulita.

Un principio che ovviamente fa lievitare i capex dei progetti e anche le relative tempistiche di autorizzazione e realizzazione, rendendo ancor più complesso centrare l’obbiettivo dei 6 GW nei tempi previsti dalla strategia europea.

“Senza un cambio di approccio, che consenta ai progetti di piccola dimensione, che prevedono il prelievo dell’energia dalla rete, di crescere in modo semplice utilizzando certificati di origine e power purchase agreements (PPAs), non sarà possibile raggiungere gli obbiettivi fissati per il 2024” ha sottolineato Floristean.

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