Alverà (Snam): “I nostri stoccaggi possono già ricevere il 2% di idrogeno senza nessuna modifica”

Dopo i primi esperimenti svolti sui tubi, che sono già per il 70% ‘hydrogen ready’, Snam sta procedendo a testare per l’utilizzo di idrogeno gli altri snodi della sua rete: gli impianti di compressione, le turbine e soprattutto gli stoccaggi che oggi, senza modifiche, sono comunque in grado di ricevere un mix di metano e H2 al 2%.

Lo ha spiegato l’Amministratore delegato di Snam Marco Alverà nel corso di un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore. “Dopo aver testato la prima turbina ibrida a idrogeno, che installeremo il prossimo anno a Istrana, stiamo ora proseguendo la sperimentazione per verificare la quantità massima di idrogeno che può essere immessa in compressori e turbine. Anche se il lavoro più complicato è quello che riguarda i siti di stoccaggio, perché non esiste letteratura tecnica a riguardo”.

Alverà, ribadendo che gli stoccaggi hanno un ruolo centrale nella gestione del network, ha però assicurato che gli studi effettuati in collaborazione con diverse Università “hanno dimostrato che già oggi, senza nessun intervento di adeguamento, i nostri stoccaggi possono ricevere fino al 2% di idrogeno”. Il valore potrebbe sembrare piccolo, ma non lo è assolutamente: “Parliamo comunque di numeri nell’ordine delle tonnellate” ha ricordato il numero uno dell’azienda di San Donato Milanese. Snam continuerà comunque con i test sui siti di stoccaggi fino al 2021, utilizzando quantità crescenti di H2.

Per quanto riguarda l’utilizzo dell’idrogeno nei trasporti, l’AD di Snam ha spiegato che nella prima fase il focus sarà concentrato soprattutto sulla modalità ferroviaria e “buona parte dei 150 milioni di investimenti sull’idrogeno previsti nel nostro nuovo piano entro il 2024 riguarderanno proprio i treni”. La ragione è semplice: “In questo settore, considerando l’alto costo del diesel che alimenta le locomotive operanti su linee non elettrificate, l’idrogeno è un’alternativa già competitiva in termini di costi, e la logistica dei rifornimenti non è molto complessa. C’è un grande potenziale per convertire a idrogeno migliaia di chilometri di linee non elettrificate”.

Snam si è già mossa attivamente su questo fronte e ha siglato accordi di collaborazione con Ferrovie dello Stato e con Alstom, “ma stiamo dialogando anche con Ferrovie Nord Milano”, la società ferroviaria lombarda che ha recentemente commissionato, proprio ad Alstom, 6 treni a idrogeno da impiegare sulle proprie linee regionali a partire dal 2023.

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