Anche a Genova una hydrogen refueling station per yacht di NatPower H

di Francesco Bottino

Genova – Dopo Venezia, dove la prima installazione verrà completata il prossimo settembre, anche Genova avrà una sua stazione di rifornimento per yacht targata NatPower H.

Lo ha confermato Giuseppe Pappalardo, Amministratore delegato di Marina Genova (il porto turistico di Sestri Ponente), nel corso della tavola rotonda organizzata – nel contesto della manifestazione ‘Sea You Yacht Days and Charter Days’ in corso nel capoluogo ligure – proprio da NatPower H, società costituito dallo sviluppatore globale di asset di energia rinnovabile NatPower (582 MW di capacità già installati e una pipeline di 23 GW) con l’obbiettivo di realizzare una rete mediterranea di hydrogen refueling station dedicate al comparto della nautica di diporto.

“Grazie ad un impianto fotovoltaico di recente installazione, siamo in grado di soddisfare autonomamente il 15% del nostro fabbisogno con energia rinnovabile autoprodotta, ma vogliamo continuare su questa strada, guardando anche all’H2” ha spiegato Pappalardo. “Per questo, posso confermare fin da ora che Marina Genova ospiterà una delle stazioni di rifornimento per yacht di NatPower H2”.

Quella di Genova non sarà la prima di queste refueling station, progettate con lo studio Zaha Hadid Architects e presentate lo scorso gennaio a Milano: la ‘capostipite’ verrà infatti inaugurata il prossimo settembre a Venezia, ma molte altre seguiranno in diverse location del Mediterraneo: “Abbiamo già definito accordi per ottenere in concessine le aree su cui realizzare gli impianti con circa 30 marina, ma il nostro obbiettivo è ben più ambizioso, e valica i confini nazionali” ha dichiarato Andrea Minerdo, CEO di NatPowerH. L’azienda prevede infatti di investire 100 milioni di euro nei prossimi 5 anni, per realizzare circa 100 stazioni in Italia, Grecia, Francia e Spagna tramite cui consegnare nel periodo 2024-2030 oltre 3.600 tonnellate di idrogeno a imbarcazioni da diporto, ma anche a mezzi pubblici attivi nel trasporto in mare e nelle vie d’acqua interne.

Dopo uno studio approfondito della materia, durato oltre un anno e mezzo, NatPower H si è convinta che l’idrogeno potrà avere uno sviluppo importante nel settore nautico: “Vogliamo essere pronti con la nostra infrastruttura quando la domanda inizierà a crescere” ha aggiunto Minerdo.

Nel frattempo, NatPower H sta già applicando in contesti concreti le competenze accumulate in materia di refueling di barche a idrogeno, assistendo – su questo spetto – Bluegame, società del gruppo Sanlorenzo che ha realizzato due imbarcazioni di supporto (chase boat) ad H2 per la Coppa America: “La prima barca – ha rivelato l’HSV Project Manager di Bluegame Paolo Dessi – è stata recentemente varata proprio a Genova, e ora sta facendo le prove in mare”.

Da queste imbarcazioni agli yacht veri e propri il percorso sarà tutt’altro che breve o privo di ostacoli, anche se la direzione sembra segnata: “Prima di vedere l’idrogeno sulle barche di maggiori dimensioni, dove le tempistiche di ingegnerizzazione sono più lunghe, penso ci vorranno ancora almeno 5 o 6 anni, mentre per quelle medie e piccole credo sia il momento di iniziare a studiare questo tipo di soluzioni. Anche perché non dimentichiamoci che ci sono scadenze precise fissate dall’IMO per ridurre le emissioni dei mezzi che vanno per mare, fino ad azzerarle nel 2050” ha ricordato Stefano Pagani Isnardi, Direttore Ufficio Studi e Supporto Progetti Confindustria Nautica.

Anche i cantieri sono pronti a fare la loro parte, seppure con la dovuta cautela: “Credo sia opportuno – ha detto Vincenzo Poerio, Amministratore Delegato di Tankoa Yachts – procedere a piccoli passi, magari iniziando a sperimentare l’idrogeno a bordo per l’alimentazione dei servizi di hotellerie, in modo da prendere confidenza con il vettore energetico e fare esperienza, per poi iniziare a ragionare, in una seconda fase, anche sulla propulsione”.

Tempi di attesa necessari anche per un adeguamento della normativa tecnica, che oggi ancora manca: “Per il momento l’unica possibilità è rifarsi a norme in qualche modo affini, come la norma tecnica del 2018 sul rifornimento di idrogeno per autotrazione, oppure quella del luglio 2023 sulla produzione e lo stoccaggio di idrogeno in grandi impianti industriali (pensata per le hyrogen valley)” ha spiegato Davide Maresca, Managing partner dello studio legale Maresca&Partners. “Detto questo, è ovviamente auspicabile che prima o poi venga pubblicata una norma tecnica specifica anche per l’utilizzo dell’idrogeno nella nautica da diporto, settore che ha delle peculiarità che vanno affrontate. Ma ci sarà da aspettare ancora un po’: non dimentichiamoci – ha concluso il legale genovese – che il legislatore si muove sempre per normare qualcosa quando quel qualcosa già esiste, e non prima”.