Anche Fincantieri nel consorzio guidato da DNV che studia l’uso di idrogeno come fuel per le navi

C’è anche il colosso navalmeccanico italiano Fincantieri, al fianco di alcuni nomi di primo piano dell’industria internazionale dell’idrogeno (come Air Liquide, Linde, Ballard, Commins, Chart Industries), tra i 26 partner del progetto MarHySafe, coordinato dalla società di certificazione DNV e finalizzato ad individuare, e possibilmente superare, i principali ostacoli che ancora permangono alla diffusione dell’idrogeno e dei fuel derivati come combustibili per la navigazione.

Il primo ‘frutto’ del lavoro di questo importante network internazionale è ‘Handbook for Hydrogen-fuelled Vessels’: si tratta di un vero e proprio manuale, scaricabile liberamente dal sito di DNV, che offre una serie di indicazioni pratiche relative all’utilizzo in sicurezza di idrogeno per l’alimentazione di sistemi di fuel cell di tipologia PEM (proton exchange membrane). Il documento analizza gli standard richiesti in termini di progettazione e costruzione e copre anche i più importanti aspetti operativi di queste innovative tecnologie, come le norme di sicurezza e la mitigazione del rischio, analizzando poi i dettagli tecnici dei sistemi e idrogeno e la fase di implementazione in applicazioni marittime.

“L’idrogeno verde è uno dei fuel zero carbon che saranno vitali per raggiungere gli obbiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 fissati dall’IMO (International Maritime Organizzation) ma, come per altri combustibili innovativi, permangono ancora diverse sfide riguardo la sicurezza e l’implementazione su larga scala” ha spiegato Knut Ørbeck-Nilssen, CEO di DNV Maritime. “Siamo fortunati a poter lavorare con aziende che sono già attive in questo settore, la cui partecipazione al progetto darà maggior valore ai suoi esiti. Lavoriamo meglio quando lavoriamo insieme, e l’Handbook appena pubblicato ne è la conferma”.

Il manuale è frutto della Phase I del progetto MarHySafe, a cui hanno preso parte: Norwegian Maritime Authority (NMA), Norwegian Defence Materiel Agency (Naval Systems, NDMA), Equinor, Shell, Air Liquide, Linde, Kawasaki, Chart Industries, Parker, UMOE Advanced Composites, Hexagon Purus, Fincantieri, Feadship, HySeas Energy, Ballard, Cummins, Corvus Energy, A.V.Tchouvelev & Associates, Vancouver Fraser Port Authority, Redrock, Hydrogen Technology & Energy Corporation (HTEC), Memorial University, e ovviamente DNV. La Norwegian Public Roads Administration (NPRA), lo Standards Council of Canada e il Norwegian Directorate for Civil Protection (DSB) erano invece osservatori.

“L’Handbook fornisce una panoramica complessiva su quello che le aziende devono tenere in considerazione riguardo a navi alimentate a idrogeno, individuando le aree che richiedono ulteriori approfondimenti e sperimentazioni prima di una reale applicazione su larga scala” ha aggiunto Nathaniel Frithiof, Senior Consultant, Environment Advisory at DNV Maritime e Project Manager per la Phase II di MarHySafe, che partirà a breve e che includerà attività di calcolo dei rischi, test sperimentali, lavoro sulle procedure di bunkeraggio navale di idrogeno e standardizzazione.

“Man mano che la seconda fase del progetto procederà, faremo in modo che l’Handbook non sia solo un documento statico, ma un hub di conoscenze costantemente aggiornato grazie al lavoro dei partner dell’iniziativa” ha concluso Frithiof.

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