Anche i produttori di H2 green e derivati riceveranno i certificati europei della CO2: ecco perché è una buona notizia

A partire dal 2025 anche i produttori di idrogeno verde e derivati – ammoniaca ma anche acciaio decarbonizzato, per esempio – riceveranno dall’Unione Europea i certificati per la CO2, al pari dei loro colleghi-competitor fossili.

Lo ha stabilito la Commissione Europea nella nuova ‘Delegated Regulation on Union-wide rules for harmonised free allocation of emissions allowances’, pubblicata ieri (4 aprile; ndr) sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.

Si tratta, nei fatti, di un incentivo sia per i produttori di H2 rinnovabile e derivati, sia per quelle industrie che intendono utilizzare questi fuel green in sostituzione dei combustibili fossili.

Questi soggetti, infatti, a partire dal prossimo anno, riceveranno – nell’ambito del sistema ETS (Emission Trading System) – lo stesso ammontare di crediti per la CO2 che ricevono i loro ‘omologhi’ fossili (produttori di idrogeno e ammoniaca grigi e di acciaio tradizionale) ma, poiché non hanno emissioni di anidride carbonica da compensare (o in quantitativi molto minori, comunque), potranno vendere sul mercato la maggior parte dei crediti ricevuti, disponendo in tal modo di un’ulteriore fonte di ricavi che potrà contribuire al raggiungimento della competitività dei loro e quindi la sostenibilità economia dei loro progetti.

Secondo la Renewable Hydrogen Coalition, che ha salutato con favore questo intervento normativo di Bruxelles, infatti, la misura in vigore dal 2025 “creerà condizioni di maggior parità tra gli operatori, di cui c’era particolarmente bisogno” e aiuterà “i produttori di idrogeno a deliberare le FID (Final Investment Decision) sui loro progetti e i potenziali offtaker ad acquistare H2 green ad un prezzo più competitivo”.