Anche la saudita ACWA Power produrrà in Tunisia idrogeno green da esportare attraverso il SoutH2 Corridor

Il SoutH2 Corridor, per il momento, esiste solo sulla carta, ma ha già trovato alcuni potenziali utenti.

Il futuro idrogenodotto lungo oltre 3.000 Km che collegherà la Tunisia con l’Italia, l’Austria e la Germania, oggetto di un accordo politico siglato nei giorni scorsi dai 3 Paesi membri dell’UE, è recentemente stato indicato da TotalEnergies e Verbund come canale tramite cui esportare nel Vecchio Continente l’H2 green che le due aziende intendono produrre in Tunisia, con il sostegno del Governo locale.

Uno schema che verrà replicato anche ACWA Power, corporation saudita già impegnata in patria nello sviluppo del maxi-progetto NEOM (insieme all’americana Air Products e utilizzando la tecnologia di elettrolisi del fornitore italo-tedesco thyssenkrupp nucera).

L’azienda mediorientale, partecipata dal fondo sovrano dell’Arabia Saudita, ha infatti firmato un Memorandum of Understanding (MoU) con il Governo tunisino finalizzato a sviluppare, in 3 fasi, un hub per la produzione di H2 destinato ad essere esportato in Europa.

L’accordo – sottoscritto dal Ministro tunisino dell’Industria, delle Miniere e dell’Energia Fatma Thabet Chiboub e dal CEO di ACWA Power Marco Arcelli – prevede che ACWA sviluppi e gestisca un impianto di produzione di energia rinnovabile, comprensivo di sistemi di stoccaggio, di un desalinizzatore dell’acqua e di elettrolizzatori, da collegare al futuro sistema di pipeline.

La fase 1 prevede l’installazione di 4 GW di energia rinnovabile e 2 GW di elettrolisi, sufficienti a generare 200.000 tonnellate all’anno di idrogeno verde, che – come sottolinea la stessa ACWA nella sua nota – verranno esportati verso l’Europa attraverso il SoutH2 Corridor, progetto sviluppato dai TSO di Italia, Austria e Germania (tra cui Snam) e inserito dalla Commissione Europa nella lista dei Project of Common Interest (PCI).

Una volta completata anche la terza fase di sviluppo, grazie a 12 GW di energia rinnovabile, la produzione di H2 dovrebbe raggiungere le 600.000 tonnellate annue.

Come ha sottolineato Ouael Chouchene, Segretario di Stato tunisino per la Transizione Energetica, si tratta di un progetto perfettamente in linea con gli obbiettivi fissati nella Strategia Nazionale per lo sviluppo dell’idrogeno verde e dei suoi derivati, in base ai quali la Tunisia punta ed esportare in Europa 6 milioni di tonnellate all’anno di idrogeno verde entro il 2030.

“Siamo felici di poter lavorare con il Governo tunisino a questo innovativo progetto che ci vedrà impegnati con la nostra competenze nelle rinnovabili, nella desalinizzazione dell’acqua e nell’idrogeno verde, a costruire un ponte con l’Europa per aiutarla a raggiungere i suoi obbiettivi di decarbonizzazione” ha commentato Marco Arcelli, CEO di ACWA Power. “Questo progetto può anche contribuire alla crescita economica e all’occupazione in Tunisia”.

L’iniziativa tunisina si inserisce nella strategia di ACWA di espandere rapidamente il suo portafoglio nel campo dell’idrogeno rinnovabile: grazie a NEOM, l’azienda prevede di poter produrre in Arabia Saudita, ed esportare sui mercati internazionali, 1,2 milioni di tonnellate di ammoniaca green all’anno, mentre con un altro progetto in fase di sviluppo in Uzbekistan la società si assicurerà un’ulteriore capacità di produzione di H2 verde pari a 3.0000 tonnellate all’anno.