Artelia sempre più focalizzata sulla filiera dell’idrogeno, anche in Italia

di Francesco Bottino

Quello italiano è un mercato di primaria importanza per Artelia – gruppo francese specializzato nei servizi di consulenza in ambito ingegneristico – e l’idrogeno è un settore sempre più al centro delle attività dell’azienda, che ha base a Parigi e impiega 7.000 risorse a livello globale generando un volume d’affari annuo che raggiunge i 700 milioni di euro.

“In Italia abbiamo sedi a Milano, Roma, Firenze, Bari e Pescara (ma stiamo valutando anche la possibilità di aprire un nuovo ufficio a Mestre) dove lavorano circa 400 persone, e contiamo di chiudere il 2021 con un fatturato di 40 milioni di euro” spiegano ad HydroNews Paolo Alberti, Direttore Tecnico di Artelia Italia e responsabile della Road Map Idrogeno, e Stefano Goglio, Senior Business Development Manager Artelia Italia.

“La nostra attività si sviluppa principalmente in due ambiti: da un lato la consulenza strategica (quindi studi di fattibilità, analisi di mercato, ecc..) e dall’altro la progettazione e l’ingegneria degli impianti” proseguono Alberti e Goglio, che confermano poi il crescente focus sulla filiera dell’H2: “I nostri settori di riferimento, storicamente, sono l’industria, l’oil&gas (in Italia lavoriamo per clienti come Eni, Snam, Q8 a API) e le rinnovabili, ma ormai sempre più clienti sono interessati a capire come decarbonizzare le loro attività, e noi abbiamo tutte le competenze per assisterli in questo percorso, in cui un ruolo determinante sarà giocato sicuramente dall’idrogeno”.

Al momento il lavoro si concentra soprattutto su analisi e studi, “perché i progetti sono ancora pochi. Molto dipenderà da come verranno erogati i fondi del PNRR destinati a questo ambito, ma siamo fiduciosi che il mercato possa crescere notevolmente nei prossimi anni, quando patiranno le iniziative finanziate dai programmi di ripresa. A quel punto ci sarà una forte domanda di ingegneria, e noi siamo strutturati per poterla soddisfare, grazie ad una forte competenza specifica in materia”.

Artelia, a livello globale, ha infatti già seguito molti progetti e ha partecipato alla realizzazione di 45 stazioni di rifornimento di idrogeno, “compresa – ricordano Alberti e Goglio – una HRS (Hydrogen Refueling Station) progettata alcuni anni fa a Roma, che poi non è mai entrata in funzione a causa di una serie di ostacoli burocratici e, soprattutto, di un mercato che non era ancora maturo”.

Ora però la situazione sta cambiando, e ci sono altri progetti di questi tipo all’orizzonte: “Siamo coinvolti nella progettazione della nuova refueling station di H2 che Eni realizzerà a San Donato Milanese. Si tratterà di un impianto innovativo, in grado di produrre idrogeno verde in loco grazie ad un elettrolizzatore che verrà alimentato in parte con pannelli fotovoltaici e in parte prelevando energia dalla rete”.

Il progetto è stato presentato ad agosto 2020 e ora è in corso l’iter autorizzativo: “Il Comune di San Donato Milanese ha avviato una sorta di consultazione pubblica a riguardo”.

In Italia, al momento, non sono molte le altre iniziative concrete già in fase esecutiva, ma Artelia – spiegano i due manager – si sta muovendo su vari fronti: “Stiamo partecipando ad alcune gare e abbiamo realizzato uno studio tecnico e di mercato per conto di un importante player del settore”.

Nel nostro Paese, come altrove, “gli operatori sono alla finestra: guardano con molta attenzione all’idrogeno e alle sue potenzialità nel processo di decarbonizzazione, ma aspettano di vedere che direzione prenderà questo nuovo mercato e soprattutto sono in attesa di capire con che tempistiche e modalità verranno distribuite le risorse del PNRR, che potrebbero costituire un efficace volano per lo sviluppo della filiera”.

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