Aurora Energy Research: Germania mercato più attrattivo per investire nell’H2 green, ma anche l’Italia è “promettente”

La Germania è senza alcun dubbio il mercato più attrattivo per gli operatori interessati a investire nel nascente settore dell’idrogeno verde, ma ci sono altri Paesi europei promettenti, tra cui l’Italia.

A dirlo è un recente studio della società di analisi Aurora Energy Research, che passa in rassegna progetti e policy pubbliche in relazione all’H2 prodotto da fonti rinnovabili.

Secondo Aurora, al momento i progetti per la produzione di idrogeno tramite elettrolisi già programmati, con un orizzonte di entrata in funzione al 2040, ‘cubano’ complessivamente 213.5 GW a livello globale, mille volte l’attuale capacità installata e operativa, pari ad appena 0,2 GW.

A farla da padrone, come location, è assolutamente il Vecchio Continente, con l’85% dei progetti, e a guidare la classifica degli Stati europei è la Germania con il 23% del totale mondiale.

E proprio per questa ragione, per Aurora quello tedesco è il mercato più attrattivo per potenziali investimenti nel settore dell’idrogeno verde in Europa, ma “strategie e politiche pubbliche promettenti in questo ambito sono state recentemente presentate anche in Italia, Polonia e Gran Bretagna”.

In particolare – ricorda Aurora – “quella italiana è una strategia di lungo termine che punta a posizionare la Penisola come un ponte per il trasporto di idrogeno tra Africa ed Europa Occidentale, e prevede di portare l’H2 (e i suoi derivati) al 20% del mix energetico nazionale entro il 2050”.

Il report analizza poi quelli che sono i fattori chiave per consentire lo sviluppo dell’idrogeno verde da elettrolisi, a partire dalla questione del costo e dell’impronta carbonica dell’energia elettrica utilizzata (qualora si tratti – evidentemente – di energia prelevata dalla rete; ndr). In quest’ottica, Aurora ricorda che “la Francia offre i più bassi costi complessivi dell’energia elettrica a livello continentale, e ha un’intensità carbonica (sempre dell’elettricità di rete) tra le più contenute in Europa”. In ogni caso, secondo la società di analisi, l’idrogeno più sostenibile è sempre quello prodotto tramite elettrolisi alimentata direttamente con energia rinnovabile, “l’unico che potrà consentire di raggiungere gli obbiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 fissati dall’Unione Europea per il 2050”.

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