Axpo affida al RINA uno studio di fattibilità su progetti di CCSU per due centrali italiane

La corporation energetica svizzera Axpo punta a ridurre l’impatto ambientale delle due centrali italiane a ciclo combinato Calenia Energia S.p.A. e Rizziconi Energia S.p.A. – gestite tramite la controllata Axpo Servizi Produzione Italia – e per farlo ha deciso di consolidare la già avviata collaborazione col gruppo genovese RINA, a cui ha affidato la redazione di studio di fattibilità su un progetto di Carbon Capture Storage e Utilisation (CCSU) per i due impianti.

L’obiettivo dello studio è quello di identificare soluzioni tecnicamente e commercialmente fattibili per ridurre le emissioni delle due centrali, attraverso la rimozione e lo stoccaggio o riutilizzo della CO2 emessa.

Lo studio – si legge in una nota congiunta delle due società – fornirà evidenze e possibilità in merito all’abbattimento della CO2 degli impianti situati a Sparanise (CE) e Rizziconi (RC) e consentirà ad Axpo di verificare le potenzialità delle tecnologie di carbon capture and storage.

Si prevede che le centrali a ciclo combinato, in Europa come in Italia, possano rimanere in funzione fino al 2040 e, al fine di avvantaggiare il processo di transizione, saranno indispensabili investimenti importanti per la costruzione di nuovi impianti di produzione da fonti rinnovabili e per la realizzazione di infrastrutture dedicate a settori emergenti come lo storage tramite batterie e l’idrogeno. Offrire un contributo concreto al processo in atto in Europa e farlo in un periodo di breve-medio termine è un’opportunità che il Axpo vuole valutare per questi due stabilimenti italiani, considerandone i vantaggi per l’ambiente e la specifica applicabilità.

“I nostri sforzi per disegnare un futuro carbon free sono costanti e vanno in diverse

direzioni” ha commentato Andreas Burri, Head of Asset Management Gas Power Plants di Axpo Group. “Si tratta, in questo momento, di una valutazione preliminare per comprendere potenzialità e adeguatezza rispetto ai due stabilimenti di Calenia e Rizziconi, ma ci sembra giusto esplorare le tecnologie più avanzate e offrire il miglior supporto alla decarbonizzazione anche per questo genere di impianto”.

Andrea Bombardi, Carbon Reduction Excellence Executive Vice President di RINA, ha aggiunto: “La creazione di un’economia circolare della CO2 è senza dubbio una delle possibilità per implementare la transizione energetica: asset strategici per la generazione e trasmissione dell’energia, come le centrali di Axpo, ne sono un esempio concreto. RINA e Axpo collaborano su questi temi da diverso tempo e su vari progetti, a testimonianza di un impegno comune e fattivo sui differenti scenari della decarbonizzazione”.

Nell’ambito di questo nuovo progetto al RINA spetterà il compito di raccogliere informazioni, valutare opzioni e fornire soluzioni tecnicamente e commercialmente realizzabili, in particolare valutando: fattibilità tecnica e tecnologie disponibili per la cattura del carbonio; opzioni disponibili per la sua segregazione e/o riutilizzo; individuazione di siti disponibili per l’iniezione sotterranea di CO2; definizione delle infrastrutture necessarie per il trasporto di CO2 al sito di segregazione; valutazione di potenziali sinergie con altre iniziative; esplorazione del Quadro normativo attuale per il permesso e le sue evoluzioni previste; valutazione di casi aziendali che tengano conto di tutte le variabili e il grado di maturità delle diverse soluzioni tecnologiche applicabili.