BloombergNEF traccia la rotta per decarbonizzare l’acciaio: serviranno investimenti e idrogeno verde a costi competitivi

Serviranno nuovi investimenti pari ad almeno 278 miliardi di dollari per decarbonizzare completamente l’industria siderurgica entro il 2050, obbiettivo al cui raggiungimento contribuirà in misura determinante anche la diffusione dell’idrogeno come combustibile green.

È quanto emerge da un nuovo studio di BloombergNEF, denominato “Decarbonizing Steel: A Net-Zero Pathway” e presentato nei giorni scorsi, in cui si parte da un presupposto: l’industria dell’acciaio genera a livello globale il 7% di tutte le emissioni di CO2 conseguenti ad attività umane.

Appare quindi evidente la necessità di intervenire, come effettivamente stanno già provando a fare i Governi di Cina, India e dei Paesi membri dell’UE.

Secondo le proiezioni di BloombergNEF, al 2050 l’idrogeno verde sarà alla base della più economica tra le modalità di produzione dell’acciaio e raggiugerà il 31% del mercato, mentre il 45% si baserà sul riciclo di materiali metallici e la parte restante verrà invece prodotta in impianti tradizionali alimentati a carbone, ma dotati di sistemi di cattura e stoccaggio della CO2, oppure in impianti alimentati con elettricità.

Uno scenario che presuppone tuttavia un radicale mutamento dell’attuale assetto produttivo e la sostituzione della maggior parte dell’equipment utilizzato fino ad oggi: attualmente il 70% di tutto l’acciaio prodotto a livello mondiale origina infatti da altoforni alimentati con carbone, mentre il 25% viene prodotto da scrap metallico in forni elettrici e solo il 5% è invece prodotto con la relativamente recente tecnologia DRI (Direct Reduced Iron), utilizzando gas naturale come combustibile.

Nella prospettiva delineata da questo dossier, per consentire lo switch verso l’idrogeno, dovrà crescere notevolmente la quota di acciaio prodotto con DRI, mentre dovrà ridursi fino al 18% del totale la produzione da altoforno tradizionale.

“I prossimi 10 anni saranno cruciali per il futuro dell’industria siderurgica” ha assicurato Julia Attwood, Head of Sustainable Materials di BloombergNEF. “La produzione crescerà per soddisfare la domanda globale in aumento (soprattutto in India e in altre economie dell’Asia), e sarà determinante il tipo di impianti che verranno realizzati. Commissionare stabilimenti a gas consentirà poi ai produttori di passare dal metano all’idrogeno con costi decisamente contenuti tra il 2030 e il 2030, mentre costruire oggi nuovi stabilimenti a carbone lascerà poi i loro proprietari con ben poche (e molto più costose) opzioni per poter diventare ‘net-zero’ entro il 2050”.

Secondo BloolbergNEF, per centrare il target fissato per la metà del secolo l’industria siderurgica dovrebbe compiere fin da subito 5 ‘azioni chiave’: incrementare la quota di acciaio riciclato; assicurarsi energia pulita per alimentare i forni elettrici; installare nuova capacità produttiva che sia già predisposta per utilizzare idrogeno come combustibile o per installare sistemi di cattura e stoccaggio della CO2; iniziare ad utilizzare H2 in blanding con metano o carbone negli attuali impianti produttivi per far partire il mercato e quindi ridurre il costo di questo vettore energetico; trasformare o chiudere tutti gli impianti a carbone entro il 2050.

Per quanto riguarda i costi, come detto nel report si stima saranno necessari investimenti complessivi pari a 278 miliardi dollari entro il 2050, in uno scenario di crescita ‘business-as-usual’. Cifra che BloombergNEF definisce “relativamente modesta” se paragonata ai 172 trilioni di dollari che – sempre secondo la società di analisi americana – serviranno per decarbonizzare l’industria energetica globale.

E, poiché la maggior parte dei costi riguarderà gli opex piuttosto che i capex, risulta fondamentale agevolare il più possibile una riduzione del costo dell’idrogeno verde, che comunque secondo BloombergNEF potrà scendere fino a 1 dollari a Kg di H2 in molte parti del mondo entro il 2050.

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