Bruxelles approva lo schema di aiuti pubblici tedeschi a favore della produzione di idrogeno verde extra-UE

I 900 milioni di euro con cui il Governo tedesco – tramite il programma H2Global – intende finanziare lo sviluppo di nuovi progetti di produzione di idrogeno verde al di fuori dell’Unione Europea, con l’obbiettivo di importare poi il vettore energetico nel mercato comunitario, non costituiscono un aiuto di Stato.

A stabilirlo è stata la Commissione Europea, che ha appena dato il suo via libera allo schema tedesco sottolineando come l’iniziativa contribuirà al raggiungimento degli obbiettivi di decarbonizzazione fissati nell’European Green Deal, senza distorcere la concorrenza all’interno del mercato unico europeo.

La Vicepresidente della Commissione con delega alle politiche sulla concorrenza Margrethe Vestager, ha spiegato: “Questo schema da 900 milioni della Germania supporterà progetti che porteranno ad una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, in linea con gli obbiettivi europei definiti nell’ambito del Green Deal, e contribuirà a rispondere alla crescente domanda di idrogeno da parte dei Paesi dell’Unione favorendo lo sviluppo di questo importante vettore energetico in aree del mondo dove al momento questa soluzioni non viene sfruttata, col fine di importare e vendere l’H2 all’interno dell’UE. La struttura di questo schema consentirà di finanziare solo i progetti più efficienti anche dal punto di vista dei costi, minimizzando gli effetti distorsivi della concorrenza”.

Il programma H2Global, che la Germania aveva già notificato alla Commissione, come detto ha un budget complessivo di 900 milioni di euro e una durata di 10 anni a partire dalla data del primo contratto firmato nell’ambito dello schema.

Ad implementare e gestire questa iniziativa sarà una nuova entità, appositamente costituita e chiamata HINT.CO, un intermediario che stipulerà i contratti di acquisto di lungo termine con i produttori di idrogeno e i contratti di vendita di breve termine con gli utenti dell’H2 sul mercato europeo.

Gli aiuti verranno assegnati tramite tender competitivi, mentre i prezzi saranno definiti tramite un sistema di doppia asta, in cui risulteranno vincitori del contratto il produttore che offrirà il prezzo più basso e l’acquirente che invece offrirà il prezzo più alto.

I fornitori che vorranno partecipare a queste procedure dovranno attenersi agli standard relativi alla produzione di idrogeno verde e di derivati (ammoniaca, metanolo, e-Kerosene) stabiliti nella Renewable Energy Directive (RED II) recentemente revisionata, e dovranno anche contribuire all’installazione o al finanziamento della capacità di produzione di energia rinnovabile addizionale necessaria per alimentare gli elettrolizzatori che produrranno H2 nell’ambito dello schema.

Per quanto riguarda la compatibilità del programma H2Global con le norme europee sulla concorrenza, la Commissione ritiene che – in ragione dei prezzi di mercato dell’idrogeno verde ancora decisamente alti – un contributo pubblico sia necessario per far partire i progetti di produzione, e che lo schema messo a punto dalla Germania sia proporzionato e limitato al minimo indispensabile, con i contributi determinati da un sistema di aste competitive. Inoltre, secondo Bruxelles, i possibili effetti positivi di questa iniziativa, in particolare dal punto di vista ambientale, supereranno gli eventuali effetti negativi in termini di distorsione del mercato.

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