Bzero, il sistema di Baglietto per produrre idrogeno green con acqua di mare a bordo degli yacht, sarà pronto ad aprile

Bzero, sistema messo a punto dal cantiere nautico Baglietto per produrre idrogeno da elettrolisi a bordo degli yacht partendo dall’acqua di mare, è ormai praticamente pronto: “Il progetto è in fase di pre-commissioning quindi stanno cominciando i primi test interni. Credo che nel mese di marzo, al massimo inizio aprile, entrerà in funzione” ha dichiarato all’agenzi ANSA Michele Deprati, CEO di Baglietto

“Abbiamo costruito un bel po’ di anni fa la prima barca certificata ibrida e abbiamo sempre investito in questo campo. A oggi tutti i nostri modelli vengono proposti con l’opzione ibrida” ha aggiunto – sempre secondo la cronaca dell’ANSA, Fabio Ermetto, direttore commerciale del gruppo. “Il progetto Bzero si va ad aggiungere all’opzione ibrida e quindi al progetto idrogeno, producendo elettricità dall’acqua di mare. Come tutte le innovazioni tecnologiche all’inizio c’è sempre un po’ di scetticismo, quindi anni fa abbiamo deciso di dare una spinta a questo progetto investendo e costruendo il primo impianto a idrogeno esattamente nella stessa scala e con gli stessi componenti di quella che andrà a bordo. L’abbiamo costruita in cantiere e ormai è in fase di avviamento. Cominceremo a produrre energia elettrica usando l’acqua del golfo di La Spezia”. Secondo quanto spiegato dalla stessa Baglietto sul proprio sito internet, il sistema BZERO prevede l’implementazione di un modulo che a partire da acqua di mare filtrata e deionizzata produce idrogeno con grado 5.0 di purezza alla pressione max di 35 bar, grazie ad un sistema di elettrolizzatori di tipo AEM con una potenza totale di 55 kW. L’H2 in pressione prodotto viene quindi immagazzinato in forma solida a bassa pressione e temperatura ambiente all’interno di bombole di idruri metallici, e utilizzato poi per alimentare una fuel cell di tipologia PEM da 185 kW che produce energia elettrica, affiancata ad una batteria agli ioni di litio per gestire i picchi di consumo.