Cattura e stoccaggio della CO2: il governo britannico amplia il progetto HyNet, coordinato dall’Eni

Il Governo britannico ha deciso di potenziare la sua strategia per la CCUS (Carbon Capture Utilization and Storage), prevedendo tra le altre cose un ampiamento del perimetro del progetto HyNet, in cui un ruolo di primo piano è svolto dall’Eni.

Il Dipartimento per la Sicurezza Energetica e Net Zero del Regno Unito (DESNZ) ha diffuso in questi giorni la sua ‘CCUS Vision’ che mira a rafforzare lo sviluppo di questa tecnologia e a renderla pienamente competitiva sul mercato entro il 2035. Tra le varie misure è stato previsto anche l’avvio del processo di

espansione del Track-1 per un ampliamento degli emettitori industriali nel consorzio HyNet, coordinato dalla corporation italiana che nell’ambito de progetto si occuperà del trasporto e dello stoccaggio dell’anidride carbonica in alcuni giacimenti offshore ubicati nella baia di Liverpool.

L’esecutivo britannico, con questa nuova iniziativa, ha invitato le aziende con progetti CCUS a presentare domanda di adesione entro il 28 marzo 2024. Al termine di questo processo, si prevede di aumentare la capacità di stoccaggio del cluster ‘HyNet’ di 1,3 -1,5 milioni di tonnellate di CO2, in aggiunta alle circa 3 milioni di tonnellate già assicurate dai 5 emettitori selezionati in Track-1 lo scorso marzo 2023. Tale ampliamento – sottolinea l’Eni – consentirà il raggiungimento della capacità di stoccaggio prevista dalla Fase 1 di HyNet al 2030. Grazie anche all’accordo sugli Heads of Terms raggiunto a ottobre 2023 tra il ‘cane a sei zampe’ e il Governo del Regno Unito, HyNet sarà uno tra i primi cluster a basse emissioni di carbonio al mondo con una capacità di stoccaggio di circa 4,5 milioni di tonnellate di CO2 all’anno nella prima fase con un progressivo aumento fino a circa 10 milioni di tonnellate.

Nel frattempo, Eni ha ottenuto anche una seconda licenza per lo stoccaggio della CO2 nel giacimento a gas depletato di Hewett nel Mare del Nord meridionale, allo scopo di progettare un secondo hub CCS nel paese, Bacton Energy Hub, per decarbonizzare la regione del Tamigi. Gli hub CCS di HyNet e Bacton avranno una capacità complessiva di stoccaggio di 500 milioni di tonnellate di CO2.

Il gruppo guidato da Claudio Descalzi si sta muovendo nella stessa direzione anche in patria, dove sta sviluppando il progetto Ravenna CCS in partnership con Snam.