Chatzimarkakis (Hydrogen Europe) a COP27: “L’idrogeno accelera, ma l’UE tarda a colmare il vuoto normativo”

La pandemia di coronavirus e la guerra in Ucraina sono stati due “catalizzatori” che stanno accelerando il ricorso all’idrogeno per la produzione di energia, nonostante la Commissione Europea stia tardando a dare un quadro normativo semplice e chiaro al settore.

A sostenerlo – secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa – è stato il CEO di Hydrogen Europe, Jorgo Chatzimarkakis, presentando il rapporto annuale dell’associazione a margine della COP27, in corso in Egitto.
“Lo scoppio della pandemia ha accelerato il passo dell’idrogeno”, ha detto l’Amministratore delegato di Hydrogen Europe, che rappresenta gli interessi di oltre 400 entità tra cui più di 25 regioni UE e oltre 30 associazioni nazionali puntando a promuovere questo vettore energetico per arrivare a una “società a emissioni zero”.
Chatzimarkakis, premettendo di “non voler essere cinico”, ha detto che la guerra in Ucraina è stato un catalizzatore ha spinto a prendere maggiormente in considerazione i nuovi fuel del futuro, poiché ha reso palese quanto sia pericolosa la dipendenza energetica da un singolo Paese. Quello che manca, ora, secondo il CEO di Hydrogen Europe, è una quadro normativo in grado di agevolare l’attività degli investitori nel campo dell’idrogeno.

Per questo Chatzimarkakis voluto esplicitare una critica alla Commissione, “che sta aspettando troppo per fare una cosa semplice”, ovvero – appunto – definire un quadro normativo adeguato alla nascita di una hydrogen economy continentale.