Chevron punta a produrre 150.000 tonnellate annue di idrogeno low-carbon entro il 2028

La major americana Chevron, che recentemente ha firmato un accordo per lo sviluppo di soluzioni legate all’H2 (soprattutto in ambito trasporti) con la connazionale Ceterpillar, ha deciso di triplicare gli investimenti previsti da qua al 2028 sulla transizione energetica, arrivando a stanziare per il gas rinnovabile, i fuel green, l’idrogeno, la CCS e le compensazioni della CO2 ben 10 miliardi di dollari, ed aspettandosi ‘in cambio’ da questi business la generazione di un cash flow annuo pari a 1 miliardo di dollari.

Sul totale, secondo quanto spiegato dal CEO del gruppo statunitense Mike Wirth, ben 2 miliardi saranno destinati al settore dell’H2.

“Se guardiamo a questo miliardo di dollari di cash flow annuale atteso a partire dal 2028, penso che la metà arriverà dai fuel rinnovabili, che saranno più facili da inserire nella value chain trattandosi di un business già un po’ più maturo” ha precisato il manager.

Per quanto riguarda l’idrogeno, il suo contributo alla generazione di cassa del gruppo si farà attendere un po’ di più, ma in ogni caso gli obbiettivi sono ambiziosi anche in questo ambito.

Fin dal 2005 Chevron vende sul mercato idrogeno grigio, producendone circa 1 milione di tonnellate all’anno, ma la corporation punta ad arrivare a produrre nel 2028 almeno 150.000 tonnellate all’anno di H2 a basso contenuto di carbonio.

Si tratterà, molto probabilmente, in parte di idrogeno blu, quindi generato da steam reforming del metano con cattura della CO2, e in parte di idrogeno verde prodotto con energia rinnovabile: Chevron parrebbe infatti a interessata a rilevare una quota del progetto di H2 green che il gruppo giapponese Mitsubishi sta realizzando nello stato americano dello Utah, inoltre sta studiando come produrre idrogeno rinnovabile dai rifiuti nella sua raffineria di Richmond e sta anche lavorando con Cummins per installare elettrolizzatori forniti dal produttore connazionale in alcune sua raffinerie negli USA.

Al momento però, salvo che non si tratti appunto di progetti direttamente legati all’idrogeno verde, Chevron non sarebbe intenzionata ad entrare direttamente nell’industria dell’energia rinnovabile: Wirth ha assicurato di non voler entrare in competizione con gli sviluppatori già attivi in questo settore, ma di volersi concentrare nei segmenti cui il gruppo può vantare una solida expertise.

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