Civitavecchia si candida a diventare la prima ‘hydrogen valley’ portuale italiana

Il porto di Civitavecchia si candida a diventare la prima ‘Hydrogen Valley’ portuale italiana. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale è infatti uno dei partner del progetto europeo “LIFE3H”, coordinato dalla Regione Abruzzo.

L’iniziativa – spiegta l’authority in una nota – ha l’obbiettivo di sviluppare 3 ‘hydrogen valley’ attraverso progetti dimostrativi di trasporto pubblico ad H2 (derivante principalmente da risulta dell’acciaieria di Terni e dell’impianto di cloro soda abruzzese di Chimica Bussi) e relative stazioni di rifornimento in tre aree con caratteristiche diverse: un’area montana/parco rappresentata dall’Altopiano delle Rocche in Abruzzo; la città di Terni, centro urbano caratterizzato dalla presenza delle acciaierie e da problemi di qualità dell’aria, e un’area marina e portuale che sarà appunto Civitavecchia.

“L’Adsp – ha dichiarato il Presidente Pino Musolino – sta mettendo in campo una serie di azioni coordinate, partecipando a questo e ad altri progetti sull’utilizzo dell’idrogeno (tra cui il progetto ZEPHyRO; ndr), per programmare uno sviluppo sostenibile in un futuro ormai prossimo, diventando da subito protagonista, nelle scelte strategiche, del Green Deal europeo, una nuova strategia per la crescita che dovrà consentire di ridurre le emissioni creando nuovi posti di lavoro. L’idrogeno rappresenta senza dubbio un pilastro di questa strategia e la sfida è quella di ridurre al minimo i tempi di transizione al nuovo modello di produzione energetica basato essenzialmente su un mix di rinnovabili e idrogeno verde. Essere all’avanguardia in questo percorso di crescita, fino a poter diventare un modello di eccellenza a livello europeo, rappresenta sicuramente un plus per i Porti di Roma e un importante investimento sul futuro del porto e del territorio”.

LIFE3H mira ad integrare le tre valli in uno sviluppo coordinato in grado di condividere sia le migliori pratiche che le infrastrutture e prevede l’implementazione di progetti dimostrativi e pilota in Italia coinvolgendo imprese, università ed esperti locali nella filiera idrogeno, avviando dunque una nuova e più qualificata formazione e integrazione dei settori pubblico, privato e accademico.  

Di conseguenza, potrà avere una ricaduta diretta sulle imprese (specializzazione di settore, formazione del personale), formazione e ricerca universitaria (finanziamento borse di studio, assegni di ricerca) e sulla pubblica amministrazione (rafforzamento idrogeno e dunque nuove tecnologie nelle strategie regionali, piani, programmi, ecc.) con una conseguente crescita integrata di tutto il territorio nazionale.  

Oltre all’Adsp di Civitavecchia, i partner coordinati dalla Regione Abruzzo sono Comune di Terni, Port Mobility, SNAM, Rampini, TUA Trasporto Unico Abruzzese, Uneed.IT, Chimica Bussi, CITRAMS, Università di Perugia e Università Marconi.

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