Cogliati (Linde Gas Italia): “Abbiamo un know-how consolidato lungo tutta la filiera dell’H2. Le nostre tecnologie sono già pronte e disponibili sul mercato”

Tra i pionieri dell’idrogeno quando la molecola era principalmente un feedstock per alcune nicchie industriali, oggi che l’H2 sta diventando un vettore energetico per la transizione il gruppo Linde continua ad essere in prima fila con una gamma di soluzioni complete, già pronte per essere commercializzate.

“Il mercato è già partito con progetti dimostrativi, che ora dovranno essere scalati su una dimensione commerciale. Noi siamo pronti a contribuire mettendo a disposizione degli sviluppatori tutta una serie di tecnologie già ben consolidate, che spaziano lungo l’intera value chain dell’idrogeno, dalla produzione al trasporto, fino allo stoccaggio e all’utilizzo” spiega ad HydroNews Alessio Cogliati, manager di Linde Gas Italia che segue i principali progetti relativi all’H2.

In ambito mobilità, Linde è in grado di realizzare sistemi per il refueling stradale sia a 700 bar sia a 350 bar di pressione: “Pensiamo che lo sviluppo delle flotte di mezzi per il TPL potrà dare un grande contributo alla mobilità a idrogeno, ma guardiamo con molta attenzione anche al trasporto ferroviario. Abbiamo fornito noi, per esempio, la tecnologia che equipaggia la prima refueling station per treni a idrogeno operativa in Germania, che è anche l’unica attualmente in funzione in tutta Europa” sottolinea Cogliati.

C’è poi il trasporto stradale di merci, altro ambito in cui l’H2 potrà dare un contributo determinante per la decarbonizzazione: “Abbiamo tutte le tecnologie per il rifornimento dei camion con idrogeno gassoso, e recentemente abbiamo realizzato (in partnership con Daimler Truck e Plug Power) la prima hydrogen refueling station in grado di erogare idrogeno liquefatto”.

Sempre in tema di trasporti, Linde riserva una particolare attenzione alla modalità marittima, “ambito nel quale – secondo il manager italiano – l’idrogeno potrà svolgere un ruolo determinante nel percorso di decarbonizzazione”. In questo contesto, ricorda Cogliati, “abbiamo fornito il sistema di stoccaggio e di bunkeraggio dell’idrogeno liquefatto che alimenta i sistemi di bordo del traghetto norvegese Norled, una delle prime imbarcazioni commerciali dotata di questo tipo di tecnologia”.

Nel caso specifico, l’H2 viene utilizzato per generare l’energia necessaria ad alimentare le utenze di bordo, “ma penso che nel prossimo futuro, per alcune tipologie di mezzi, l’idrogeno potrà essere utilizzato anche per la propulsione”.

Riguarda proprio il settore marittimo uno dei progetti italiani a cui Linde sta collaborando, in tema di idrogeno: “Siamo partner di Natpower H nell’ambito dell’iniziativa finalizzata ad installare entro il 2030 almeno 100 hydrogen refueling station nei marina e nei porti turistici italiani ed europei”.

Linde, nello specifico, fornirà sia l’impianto di rifornimento sia il combustibile: “Valuteremo di volta in volta se far arrivare l’idrogeno da uno dei nostri hub di produzione centralizzati oppure se generarlo in loco. Terremo in considerazione, nella scelta, sia l’impronta carbonica complessiva sia la sostenibilità economica delle diverse opzioni”.

Sempre con riferimento all’Italia, Linde è partner del progetto europeo Everywh2ere, coordinato dal RINA, che ha previsto la realizzazione e l’utilizzo, in diversi contesti, di gruppi elettrogeni mobili alimentati a idrogeno, in sostituzione di classici generatori diesel: “Linde Gas Italia ha fornito i sistemi di stoccaggio, trasporto e alimentazione a 350 bar dei gruppo elettrogeni, che sono stati utilizzati per numerosi eventi in Italia e all’estero”.

Progetti che confermano come “in Italia, nonostante le ben note complessità burocratiche, le cose si possono fare se c’è la volontà. Il nostro Paese – per Cogliati – ha grandi potenzialità per quanto riguarda l’economia dell’idrogeno, anche se certo non mancano gli ostacoli da superare. Gli incentivi potranno dare un contributo determinante all’avvio del mercato dell’H2, che però, ad un certo punto, dovrà poi essere in grado di camminare con le proprie gambe” conclude il manager di Linde.