Col progetto HyNet (di cui è partner anche l’Eni) primi testi per produrre vetro decarbonizzato in UK

Ad appena una settimana dall’annuncio della nuova strategia britannica per l’idrogeno, nell’ambito del progetto HyNet North West – di cui il gruppo italiano Eni è uno dei principali promotori – sono partite nell’area di Liverpool le prime sperimentazioni al mondo per la produzione di lastre di vetro completamente decarbonizzate grazie all’H2.

I test, che prevedono l’utilizzo di idrogeno al posto del gas naturale nel ciclo produttivo, sono in corso presso lo stabilimento di Pilkington UK a St. Helens, dove l’azienda produce vetro fin da XIX secolo.

Il settore vetrario è uno dei compati indusriali considerati ‘hard to abate’, in cui l’idrogeno – secondo molto osservatori e anche in base a quanto stabilito dal Governo di Londra nella sua strategia – svolgerà un ruolo fondamentale nel percorso di riduzione delle emissioni di CO2. Anche in Italia Snam, RINA e Bormioli hanno avviato sperimentazioni in questo campo con il progetto ‘Divina’.

Nel progetto ‘HyNet Industrial Fuel Switching’ – una della tante iniziative che costituiscono il programma HyNet – l’idrogeno blu prodotto nella Baia di Liverpool con cattura della CO2 (processo in cui il ‘cane a sei zampe’ avrà un ruolo di primo piano) sarà impiegato per la prima dimostrazione ‘full scale’ al mondo di produzione di lastre di vetro ‘carbon neutral’.

Questo progetto, promosso da Progressive Energy (una delle altre aziende partner di HyNet North West) è una delle tante attività in cui verrà utilizzato l’idrogeno blu prodotto nell’ambito di HyNet (un altro progetto pilota è promosso dalla multinazionale Unilever) per decarbonizzare le attività industriali dell’Inghilterra nordoccidentale, sostituendo il vettore energetico ai combustibili fossili tradizionali fino ad ora utilizzati nei processi produttivi di diverse filiere come vetro, food and beverage, generazione elettrica e gestione dei rifiuti.

Il programma HyNet Industrial Fuel Switching nel febbraio 2020 ha ottenuto un finanziamento governativo di 5,3 milioni di sterline, nell’ambito dei fondi destinati all’iniziativa HyNet, che inizierà a fornire idrogeno low-carbon in modo continuativo a prtire dal 2025 per arrivare a ridurre le emissioni di CO2 dell’area industriale del Nord Ovest britannico di 10 milioni di tonnellate all’anno a partire dal 2030.

Sempre nella cornice di HyNet è in fase di realizzazione nell’Essar Manufacturing Complex di Stanlow il primo impianto per la produzione di H2 low carbon di tutta la Grand Bretagna, che dovrebbe entrare in funzione a partire dal 2025.

“L’industria è vitale per l’economia, ma è difficile da decarbonizzare. HyNet ha l’obbiettivo di rimuovere la CO2 da questi cicli produttivi utilizzando un ampio range di tecnologie che vanno dalla CCS (Carbon Capture and Storage) alla produzione e all’utilizzo di idrogeno come combustibile low carbon” ha spiegato David Parkin, Director di Progressive Energy e Project Director di HyNet North West. “Questa iniziativa porterà crescita economica e nuovi posti di lavoro nell’area dell’Inghilterra nordoccidentale, dando avvio alla filiera dell’idrogeno. Vogliamo proteggere i 340.000 addetti di qusto distretto e creare 6.000 nuovi posti di lavoro, trasformando la regione in un hub leader a livello mondiale nella transizione energetica”.

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