Comal e Università Campus Biomedico di Roma insieme per produrre idrogeno da fonti rinnovabili

Comal, azienda di Viterbo specializzata nella fornitura di impianti per la produzione di energia solare, ha stipulato una convenzione con l’Università Campus Biomedico di Roma per l’avvio delle attività di ricerca e sviluppo finalizzate allo studio di un impianto per la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili e la sua trasformazione per lo stoccaggio.

A riportarlo è l’agenzia stampa Radiocor-Il Sole 24 Ore, che cita un comunicato stampa secondo cui questo accordo con l’ateneo capitolino costituisce “la concretizzazione del progetto annunciato da Comal a marzo 2021 in occasione della costituzione di una start-up per le attività di R&D (ricerca e sviluppo) funzionali allo sviluppo delle conoscenze impiantistiche e tecniche legate allo sfruttamento di fonti energetiche alternative, in particolare idrogeno e idrometano”.

Comal, nata nel 2001, è quotata alla Borsa di Milano nel listino AIM e dalla sua fondazione ad oggi ha installato oltre 600 impianti fotovoltaici.

La dinamica di crescita di questo mercato è decisamente solida ed anzi destinata ad accelerare ulteriormente grazie alla risorse messe a disposizione dal PNRR per lo sviluppo delle rinnovabili: secondo quanto rivelato dall’AD dell’azienda Alfredo Balletti in un’intervista rilasciata al quotidiano finanziario MF lo scorso aprile, Comal nei primi mesi di quest’anno è riuscita a raddoppiare il suo portafoglio ordini, passato dai 26,5 milioni di fine 2020 a oltre 56 milioni ad aprile 2021, grazie ad una serie di nuove importanti commesse tra cui un contratto con Edison da 21 milioni di euro per la costruzione di un impianto fotovoltaico nella provincia di Enna, in Sicilia, e un altro contratto con un’utility (non meglio specificata) da 7,6 milioni di euro per un impianto a Mazara del Vallo.

Nella stessa intervista Balletti affrontava poi il tema della diversificazione del business confermando di “credere molto nell’idrogeno come combustibile del futuro” – “anche se per l’utilizzo su larga scala serviranno almeno 10-15 anni” precisava – e preannunciando la “collaborazione con un’università per studiare come produrre in modo efficiente idrogeno da fonti rinnovabili e come combinarlo con la CO2 per generare energia”.

Partnership che ora, evidentemente, è stata formalizzata con l’Università Campus Biomedico di Roma.

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