Completato con successo il primo trasporto internazionale di idrogeno tra Brunei e Giappone

Il primo trasporto internazionale di idrogeno a temperatura e pressione ambientale, avvenuto tra il Brunei e il Giappone, si è concluso con successo con l’estrazione dell’H2 in terra nipponica.

L’esperimento, svolto dal consorzio giapponese Advanced Hydrogen Energy Chain Association for Technology Development (AHEAD), di cui fanno parte alcuni dei principali gruppo industriali ed energetici del Sol Levante come Mitsubishi, Nippon Yusen, Mitsui e Chiyoda Corp, aveva appunto lo scopo di dimostrare la validità del sistema liquid organic hydrogen carrier (LOHC), procedimento chimico tramite cui è possibile trasportare idrogeno liquido in container cisterna, a temperatura e pressione normale, in alternativa al trasporto di idrogeno puro che, per viaggiare in forma liquida, deve essere costantemente mantenuto a -253 gradi.

Il consorzio giapponese ha prodotto le oltre 4 tonnellate di idrogeno (tramite reforming di gas naturale) presso il Sungai Liang Industrial Park (SPARK) e le ha spedite via nave, nel novembre 2019, dal porto di Muara. Dall’emirato, dopo 4.000 chilometri di navigazione, le cisterne hanno raggiunto il Giappone per essere poi consegnate in uno stabilimento della città di Kawasaki, dove l’idrogeno è stato estratto con successo.

L’obbiettivo dell’AHEAD è quello di dimostrare la possibilità di creare, tramite questa innovativa modalità, una supply chain dell’idrogeno in grado di consentire il trasporto del gas su larga scala, destinato alla generazione energetica, entro il 2030.

Il progetto è parte integrante della ‘Fase 2’ della “strategic road map for hydrogen and fuel cells” emanata dal Ministero giapponese dell’Economia, del Commercio e dell’Industria nel 2014, e poi rivista nel 2016.


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