Cosa cambia per rinnovabili e idrogeno con il DL Semplificazioni: il punto di Elettricità Futura

Come cambieranno le procedure autorizzative per l’installazione di nuovi impianti di energia rinnovabili e di idrogeno, a valle delle modifiche introdotte dal Decreto Semplificazioni (DL 77/2021), il provvedimento che definisce il quadro normativo nazionale per semplificare e agevolare la realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), del Piano Nazionale degli investimenti complementari e del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC)?

A questo quesito hanno dato risposta i panelist del webinar ‘Tempi brevi per la Transizione Ecologica’, organizzato da Elettricità Futura, il cui Presidente Agostino Re Rebaudengo ha ricordato quanto sia importante, per il nostro Paese, uno snellimento delle procedure burocratiche per non perdere le occasioni offerte dalla transizione energetica e dalle risorse del PNRR: “Il Decreto Semplificazioni restituisce l’apprezzabile intenzione del Governo di semplificare la burocrazia che regola lo sviluppo delle rinnovabili. Purtroppo, il ritardo accumulato nella transizione energetica in Italia è tale che soltanto i mesi che verranno sapranno dirci se le misure messe in campo saranno sufficienti”.

Re Rebaudengo ha quindi ricordato come l’Italia sia “il Paese europeo con le tempistiche più lunghe e i costi più alti per ottenere un’autorizzazione. Nei prossimi 9 anni dovremo infatti essere in grado di ridurre le emissioni di CO2 del 55% rispetto al 1990. Per farlo dobbiamo installare 70 nuovi GW di rinnovabili al 2030, ovvero almeno 7 ogni anno. Attualmente, a causa dell’eccesso di burocrazia, riusciamo ad installare appena 1 GW all’anno, e continuando così ridurremmo solo il 15% della CO2 che occorre tagliare entro il 2030 nel settore elettrico! Il costo del ritardo della transizione ecologica lo stiamo già pagando perché è la causa del caro bollette”.

Claudio Contessa, Capo dell’Ufficio legislativo del Ministero della Transizione Ecologica (MiTE), ha ripercorso gli elementi chiave che hanno ispirato le scelte del Governo nella stesura del Decreto Semplificazioni, mentre Cosetta Viganò, Responsabile Affari Normativi e Regolatori di Elettricità Futura ha passato in rassegna i contenuti del Decreto Semplificazioni con un focus sulla governance del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e sui nuovi organismi creati per garantirne l’effettiva realizzazione.

Il collega Iulca Collevecchio, anche lui dell’ufficio Affari Normativi e Regolatori di Elettricità Futura, è quindi entrato nel merito delle disposizioni del Decreto che modificano le procedure ambientali, a partire dall’istituzione della nuova Commissione Tecnica che dipenderà dal MiTE e sarà responsabile delle procedure di VIA di competenza statale per i progetti del PNRR e quelli attuativi del PNIEC, ovvero le opere, gli impianti e le infrastrutture che secondo il Decreto costituiscono interventi di pubblica utilità, indifferibili e urgenti. Tra questi rientrano anche i nuovi impianti e gli interventi di ammodernamento per la generazione di energia elettrica, termica e la produzione di carburanti sostenibili da fonti rinnovabili (compreso l’H2 green) così come le infrastrutture e impianti per la produzione, il trasporto e lo stoccaggio di idrogeno.

Infine Luisa Calleri, sempre dell’ufficio Affari Normativi e Regolatori di Elettricità Futura, ha approfondito le nuove misure di semplificazione per gli impianti rinnovabili e i sistemi di accumulo, tra cui l’esenzione dalle procedure di VIA e di verifica di assoggettabilità per alcune tipologie di impianti di accumulo elettrochimico di tipo stand-alone e le relative connessioni alla rete elettrica.  Cade inoltre il divieto di ammissione a meccanismi di supporto (DL 1/2012, art.65) a favore degli impianti agrovoltaici, e vengono semplificate alcune procedure che riguardano gli impianti idroelettrici, di biogas e di biometano.

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