Da fornitore di impianti a sviluppatore di progetti ‘in proprio’: la siciliana IREM si muove a tutto campo nel settore dell’idrogeno

di Francesco Bottino

Fin dal 1979 IREM Spa opera nel settore dell’impiantistica industriale ed energetica, con un know-how consolidato in decenni di attività al servizio delle principali major internazionali che oggi viene sempre più indirizzato a supporto dello sviluppo di progetti legati alla transizione energetica e – in questo contesto – anche all’idrogeno green.

“Siamo un gruppo articolato, con base a Siracusa, in Sicilia, e un raggio d’azione globale. Fatturiamo circa 320 milioni di euro all’anno e impieghiamo oltre 4.000 persone” racconta ad HydroNews il Managing Director di IREM Giovanni Musso, dipingendo il ritratto di una vera e propria multinazionale dell’impiantistica.
“Ci occupiamo da sempre della costruzione degli impianti, sulla base dei progetti che ci vengono forniti dai clienti. Lo facciamo fin della fondazione dell’azienda nel comparto dell’oil&gas e delle fonti energetiche tradizionali, ma da alcuni anni abbiamo iniziato ad occuparci con sempre maggiore frequenza di progetti legati alle nuove forme di energia green, e ovviamente in questo scenario abbiamo approcciato con decisione anche il tema idrogeno” assicura il manager siciliano.

E anche in questo caso, la fiducia che IREM ha saputo conquistarsi nel nascente mercato dell’H2 è ben testimoniata dalla dimensione e dall’importanza di alcuni dei progetti a cui l’azienda di Siracusa lavora: “In Svezia stiamo operando in partnership con la start-up siderurgica H2 Green Steel per lo sviluppo del suo nuovo stabilimento di Boden, dove verrà prodotto acciaio green grazie all’idrogeno. Noi realizzeremo una parte dell’impianto industriale nell’ambito di un contratto che vale oltre 100 milioni di euro”.

La Svezia – secondo Musso – si sta dimostrando molto attiva nell’implementazione di una strategia di transizione energetica, motivo per cui IREM sta partecipando a diversi bandi e procedure per provare ad aggiudicarsi nuove commesse nel Paese scandinavo, ma l’attività della società – come detto – è transnazionale: “In Germania stiamo lavorando con thyssenkrupp per lo sviluppo di un altro polo siderurgico green basato sull’idrogeno, la cui costruzione inizierà entro fine anno”.

Il gruppo di Siracusa, però, ha deciso di non limitarsi a fornire al mercato dell’idrogeno il suo know-how e la sua competenza come costruttore di impianti, ed è voluto scendere direttamente nell’arena – quella italiana, per il momento – come sviluppatore dei progetti di H2.

“Con questo scopo è stata costituita la società controllata Res Integra, il cui progetto H2SR verrà interamente finanziato dal PNRR avendo ottenuto 18 milioni di euro (con due diverse assegnazioni) per la produzione di idrogeno rinnovabile in aree industriali dismesse”.

Res Integra installerà e gestirà nell’area industriale di Siracusa un elettrolizzatore da 3 MW con tecnologia AEM, alimentato da un impianto fotovoltaico da 5 MW, che sarà in grado di produrre 170 tonnellate all’anno di idrogeno green destinato principalmente ad utenze locali nel settore della mobilità e dell’industria della raffinazione.

“H2SR è il primo progetto di questo tipo che realizziamo, ma stiamo già studiando la possibilità di replicare il modello in altri siti in Sicilia, che come concorda anche l’Unione Europea potrà diventare un hub dell’idrogeno green sia in termini di produzione, grazie alle abbondanti risorse di energia rinnovabile, sia in termini di importazione, in considerazione della vicinanza con il Nord Africa e delle esistenti connessioni via pipeline”.

Per quanto riguarda, infine, il recente finanziamento che IREM ha ottenuto da Azimut Direct, per un importo di 5 milioni di euro, “si tratta di risorse – rivela Musso – che verranno impiegate per l’avanzamento delle commesse che abbiamo in corso nel settore dell’idrogeno ma anche in comparti affini, come per esempio i biocombustibili”.