Dalla European Hydrogen Bank 245 milioni al progetto portoghese MP2X, a cui lavora anche il gruppo italiano MAIRE

Il singolo progetto ad aver ottenuto la maggior mole di fondi comunitari tramite la prima asta pilota della European Hydrogen Bank è MadoquaPower2X (MP2X), iniziativa che verrà sviluppata in Portogallo con il contributo essenziale del gruppo italiano MAIRE.

Come già annunciato dalla Commissione UE nei giorni scorsi, e come ribadito su Linkedin da Madoqua Renewables – azienda portoghese che guida lo sviluppo del progetto insieme alla danese CIP Energy Transition Fund e all’olandese Power2X – MP2X ha ottenuto infatti un premio fisso di 0,48 euro a Kg di idrogeno rinnovabile prodotto per un quantitativo complessivo di H2, nei 10 anni di validità dello schema di supporto, che raggiungerà 510.000 tonnellate, portando appunto l’entità complessiva dei fondi ottenuti a circa 245 milioni di euro.

Come ricorda Madoqua, il progetto prevede la realizzazione di un impianto di Power-to-X a Sines, in Portogallo, che sarà dotato di una capacità di elettrolisi pari a 500 MW nella Fase 1, per poi raggiungere 1,2 GW nella Fase 2.

Inizialmente, il nuovo hub portoghese utilizzerà una ‘grid connection’ da 560 MVA per produrre ogni anno, usando soltanto energia rinnovabile, 51.000 tonnellate di idrogeno verde e 300.000 tonnellate di ammoniaca green, quest’ultima dedicata principalmente al mercato dello shipping. Una volta che verrà implementata anche la seconda fase, poi, i volumi cresceranno notevolmente: Madoqua parla di 150.000 tonnellate all’anno di H2 e oltre 1 milioni di tonnellate all’anno di ammoniaca.

In ogni caso, per il momento il finanziamento della EHB è rivolto alla Fase 1, al cui sviluppo – come detto – sto contribuendo la competenza ingegneristica italiana.

Nel 2022, infatti, NextChem (controllata del gruppo MAIRE), si era aggiudicata il contratto di pre-FEED (Front End Engineering Design) del progetto MP2X, per lo svolgimento di servizi di ingegneria inclusi gli studi preliminari, la revisione della tecnologia e del processo, le analisi di modularità e logistica e le attività di ingegneria necessarie per le procedure di autorizzazione del progetto.

Lo scorso febbraio, poi, il consorzio guidato da Madoqua aveva affidato a Tecnimont, altra consociata di MAIRE, il contratto relativo alla fornitura dei servizi FEED (progettazione dell’integrazione dell’elettrolizzatore, dell’unità di separazione dell’aria per la produzione di azoto, dell’impianto di produzione di ammoniaca, nonché le facility di stoccaggio e di carico delle navi), confermando la fiducia nel gruppo italiano.