Danimarca: nuova strategia per l’idrogeno che punta a installare fino a 6 GW di elettrolisi entro il 2030

La Danimarca punta decisa sull’idrogeno e sui green fuel da esso derivati per decarbonizzare i trasporti marittimi, aerei e stradali con un nuovo piano strategico e un ulteriore stanziamento di fondi pubblici pari a 1,25 miliardi di corone (circa 167 milioni di euro)

Il nuovo programma (consultabile a questo link) – frutto di un accordo politico tra il Governo di Copenaghen e i principali partiti rappresentati nel Parlamento danese – pone come obbiettivo l’installazione di una capacità di elettrolisi compresa tra i 4 e i 6 GW entro il 2030, un target fondamentale – si legge in una nota diramata dal Ministero del Clima, dell’Energia e delle Utilitis – per poter decarbonizzare l’economia, abbandonare i combustibili fossi e quindi neutralizzare anche l’attuale dipendenza energetica dalla Russia.

L’accordo prevede uno schema di sostegno pubblico alla filiera dell’H2, per cui sono stati stanziati 1,25 miliardi di sterline, che verrà concretizzato nella forma di un tender statale per progetti di produzione di idrogeno. Inoltre verranno attuate altre forme di ‘business promotion’ e di finanziamento.

Questo nuovo piano di incentivi si aggiunge alle altre misure già definite dal Governo danese a sostegno dell’idrogeno fin dal 2019, il cui ammontare complessivo così supera i 3 miliardi di corone.

Consapevole del fatto che senza un quantitativo sufficiente di energia rinnovabile non sarà possibile alimentare la capacità di elettrolisi previste entro la fine del decennio, l’esecutivo di Copenaghen ha poi previsto di incrementare notevolmente la generazione di energia eolica sia in ambito offshore che onshore, per poter appunto dare il necessario input energetico ai 4-6 GW di elettrolisi, grazie ai quali sarà possibile ridurre le emissioni di CO2 nel Paese di un quantitativo compreso tra i 2,5 e i 4 milioni di tonnellate entro il 2030.