Decreto del MASE per distribuire 163 milioni di euro alle hydrogen valley italiane

di Francesco Bottino

Con Decreto direttoriale n. 102 del 27 giugno 2024, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha assegnato a numerosi progetti di produzione di idrogeno verde in aree industriali dismesse che erano stati finanziati soltanto parzialmente tramite il precedente bando conclusosi ad aprile 2023, o che erano stati ammessi ma poi rimasti ‘a secco’ per esaurimento dei fondi, ulteriori risorse per oltre163 milioni di euro complessivi.

Si tratta in parte (circa 63 milioni di euro) di fondi residui della precedente procedura, a cui si sono recentemente aggiunti altri 10 milioni per la decadenza del contributo per il progetto presentato da GREENSWITCH Srl, in conseguenza della rinuncia da parte del soggetto proponente, ma soprattutto (90 milioni) di finanziamenti integrativi previsti dal programma REPowerEU proprio per potenziare la misura M2C2 I 3.1 del PNRR, “Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse”. Finanziamenti che serviranno a “consentire il completamento entro giugno 2026 di almeno due progetti aggiuntivi per la produzione di idrogeno in aree industriali dismesse, oltre a quelli già previsti dalla misura vigente” (arrivando quindi ad un minimo di 12, con capacità compra tra 1 e 5 MW ciascuno).

In base a quanto riportato nell’allegato al citato decreto direttoriale, circa 65 milioni sono stati assegnati a 14 progetti che lo scorso anno avevano ricevuto solo un finanziamento parziale: in questo caso, per ogni iniziativa è stato aggiunto il corrispettivo mancante per arrivare a coprire l’intero ammontare del contributo richiesto.

Si tratta nello specifico dei progetti di: PANITA SRL (Puglia); RTI con Renco s.p.a. Capofila (Marche); RTI con ENGIE SERVIZI S.p.a. Capofila (Lazio); F.I.L.M.S. S.p.A. (Piemonte); RTI con AcegasApsAmga S.p.A capofila (Friuli-Venezia Giulia); Expand (Lombardia); SOTACARBO S.P.A. (Sardegna); RTI con Hera S.p.A Capofila (Emilia-Romagna); MER MEC S.p.A. (Basilicata); AUTOTRASPORTI PENSIERO SRL (Liguria); Compagnia Valdostana delle Acque s.p.a. (Valle d’Aosta); SO.F.INVEST. S.R.L. (Campania); Magicmotorsport (Sicilia); RTI tra SASA SpA e ALPERIA SpA (Bolzano).

Ad altri 11 progetti, che nella prima tornata erano stati ammessi per ragioni tecniche, ma poi rimasti senza risorse a causa dell’esaurimento delle stesse (le risorse erano state inizialmente assegnate tutte: i 63 milioni di euro ‘residui’ che si sono resi ora disponibili derivano in parte, per circa 17 milioni, da “economie registrate sulle dotazioni finanziarie assegnate alle Regioni e Province Autonome” e per la parte restante, ovvero 46,6 milioni, “dalla riduzione degli investimenti agevolati a seguito di varianti progettuali e da rinunce alle agevolazioni da parte dei soggetti beneficiari”) sono andati circa 98 milioni di euro. Si tratta nello specifico di: RTI con capofila GASENERGY SRL (Puglia); RTI con capofila GREENTHESIS S.p.a. (Lazio); Energie Techfem s.r.l. (Marche); Idroelettriche Riunite S.p.A. (Piemonte); Esselunga (Lombardia); FIUME SANTO SPA (Sardegna); RTI con capofila E.ON Business Solutions s.r.l. (Friuli Venezia Giulia); ANSELMO SRL (Liguria); JMG CRANES S.P.A. (Emilia-Romagna); PRE S.r.l. (Basilicata); CENTRO EDILE SANTA RITA S.R.L. (Toscana, quest’ultima finanziata solo parzialmente).

Si arriva quindi, in totale, ad oltre 163 milioni. E, a fare bene i conti, tutto torna: 63 milioni residui della precedente procedura, più altri 10 dopo la rinuncia di GREENWWITCH, a cui fanno sommati i 90 milioni di risorse aggiuntive derivanti dal potenziamento del PNRR disposto dal REPowerEU.