Descalzi (Eni): “Nella nostra centrale di Brindisi usiamo già il 20% di idrogeno circolare”

L’Eni sta già utilizzando il 20% di idrogeno ‘circolare’, in miscela col metano, per alimentare 2 delle 3 turbine della sua centrale elettrica di Brindisi, situata all’interno del polo petrolchimico che il ‘cane a sei zampe’ gestisce nella città pugliese.

Lo ha rivelato l’Amministrazione delegato del gruppo energetico italiano Claudio Desclazi, nel corso dell’webinar “Idrogeno e Green Economy. Strategie, Investimenti e Tecnologia”, organizzato da RCS-Corriere della Sera.

“A Brindisi siamo già al 20 % di idrogeno in 2 delle nostre 3 turbine. Si tratta di H2 generato come prodotto di risulta del ciclo industriale dell’impianto chimico. E’ quindi un idrogeno circolare, che consente di ridurre le emissioni connesse con la generazione di energia elettrica”.

A Brindisi, la centrale elettrica è inserita nel polo petrolchimico del gruppo Eni ed composta da quattro unità di produzione, di cui tre a ciclo combinato e una costituita da quattro turbogeneratori direttamente alimentati con il vapore di recupero dall’adiacente impianto di cracking di Versalis. L’energia elettrica prodotta viene immessa direttamente ‘rete interna di utenza’ (RTU) che alimenta le società presenti nello stabilimento e che è anche collegata alla rete di trasmissione nazionale.

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