Direttiva AFIR: l’industria chiede a Bruxelles obbiettivi più ambiziosi per le fuel station di H2

Nella definizione della nuova Direttiva AFIR (Alternative Fuels Infrastructure Regulation) i già poco ambiziosi obbiettivi in termini di estensione del futuro network di Hydrogen Refueling Station (HRS) contenuti nell’articolo 6 della proposta, potrebbero essere ulteriormente ridimensionati sotto la spinta di alcuni Paesi membri.

A lanciare l’allarme è un nutrito gruppo di aziende internazionali, oltre 100, attive a vario titolo nella filiera della mobilità a idrogeno, che con una lettere congiunta – resa nota dall’associazione Hydrogen Europe – chiedono alle istituzioni di Bruxelles “target chiari e correttamente dimensionati per le HRS”, che devono essere un elemento essenziale della strategia europea poiché “puntare su un singolo ‘proiettile d’argento’ (il riferimento implicito pare essere ai veicoli a batteria e quindi, dal punto di vista dell’infrastruttura, alle colonnine di ricarica; ndr) per tutti i segmenti di trasporto non consentirà una rapida decarbonizzazione” dei trasporti, che si potrà raggiungere solo grazie “ad una sufficiente copertura geografica e capacità di infrastrutture di rifornimento per tutte le tipologie di alternative fuel”.

I firmatari della lettera auspicano un approccio – nella definizione della AFIR – multi-tecnologico, che integri in modo efficace le strutture dedicate alla mobilità elettrica con quelle al servizio dei mezzi a idrogeno.

Secondo le oltre 100 aziende europee scese in campo (che citano un’analisi realizzata da Hydrogen Europe), i target attualmente proposti nell’articolo 6 della AFIR porterebbero alla realizzazione di una rete europea di circa 1.100 HRS, “che sono purtroppo insufficienti a coprire anche una basilare domanda di idrogeno da parte di tutti i segmenti del trasporto stradale”. Ecco perché “diluire e ritardare ulteriormente questi target, come ipotizzato da alcuni Stati membri, peggiorerebbe ulteriormente la situazione riducendo le possibilità di scelta per i consumatori”.

I player dell’industria della mobilità ad H2 delineano quindi quella che sarebbe a loro dire la traiettoria ottimale per lo sviluppo del settore: entro il 2025 una HRS ogni 200 Km sulla rete stradale europee, densità da raddoppiare entro il 2030 (ma già entro il 2027 lungo i core network della rete TEN-T) con una HRS ogni 100 Km, dotata di una capacità minima di 2 tonnellate al giorno e di due ‘dispenser’ a 350 e 700 bar di pressione (tipicamente per le auto private il primo, per i mezzi pesanti il secondo; ndr). Poi sempre entro il 2030 un HRS di idrogeno liquefatto ogni 300 Km sulla rete TEN-T e almeno 2 HRS ‘normali’ in ognuno dei 424 ‘nodi’ della rete TEN-T.