Dopo la Valcamonica, treni a idrogeno anche nel Salento grazie ai fondi del PNRR

La seconda ‘hydrogen valley’ ferroviaria italiana – dopo la prima, che come noto verrà realizzata in Valcamonica – dovrebbe essere in Salento.

E’ questa, infatti, una delle indicazioni che emergono dalle schede dettagliate diffuse nei giorni scorsi dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS), in cui viene spiegato con dovizia di particolari come verranno spesi i 62 miliardi di euro di fondi del PNRR destinati al tema delle infrastrutture e della mobilità, e quindi di competenza del dicastero guidato da Enrico Giovannini.

Nella documentazione, l’H2 viene citato in relazione all’obbiettivo di rinnovare il parco autobus con l’inserimento nella flotta circolante di “3.200 mezzi elettrici/idrogeno nelle aree urbane” e di sperimentare “l’idrogeno per le ferrovie elettriche non elettrificate con 50 treni (l’orizzonte temporale è sempre quello del PNRR nel suo complesso, ovvero il 2026; ndr) a idrogeno nel Sud e in Valcamonica”.

Come noto, quello della Valcamonica è il progetto di hydrogen valley ferroviaria lanciato nei mesi scorsi dall’operatore lombardo FNM (Ferrovie Nord Milano) che, a partire dal 2023, inizierà ad operare sulla linea regionale Brescia-Iseo-Edolo i primi treni (di una seri di 14) a fuel cell commissionati al produttore francese Alstom. Iniziativa a cui hanno aderito alcuni dei principali player italiani dell’industria energetica tra cui Snam, A2A, Eni ed Enel.

Per quanto riguarda invece un’operazione analoga nel Meridione, nelle schede del MIMS le informazioni non sono molte, ma è comunque scritto nero su bianco che l’area individuata è il Salento, in Puglia. A sostegno di queste due iniziative sono al momento stanziati 300 milioni di euro.

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