Draghi alla Camera: “Col PNRR l’Italia investe sull’idrogeno più di Francia e Spagna”

L’Italia, grazie alla risorse europee la cui spesa è articolata nel PNRR, investirà nei prossimi anni sull’idrogeno una cifra ben maggiore di quella stanziata per lo stesso fine da Francia e Spagna, e punterà alla variante verde dell’H2, senza tuttavia escludere la possibilità di ricorrere alle altre forme del vettore in caso fosse necessario un ‘piano B’ temporaneo.

La ha ribadito il Presidente del Consiglio Mario Draghi nel corso della sua replica alla Camera dei Deputati dopo la presentazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

“Prima di tutto voglio sottolineare come il PNRR stanzi complessivamente 3,6 miliardi di euro sullo sviluppo dell’idrogeno, dato significativamente superiore ai 2 miliardi della Francia e all’1,6 miliardi della Spagna” ha spiegato Draghi ai deputati.

Per quanto riguarda il dibattito sui ‘colori’ dell’idrogeno, il Presidente del Consiglio ha assicurato che “la transizione evidentemente deve tendere all’utilizzo dell’idrogeno verde”, ma ha anche ricordato che per riuscirci sarà necessaria “un’efficacia senza precedenti nel raggiungimento degli obiettivi di generazione di elettricità da sorgenti rinnovabili, in assenza della quale si dovranno considerare tecniche alternative per la generazione del vettore idrogeno”.

Si tratta, in sostanza, della visione già espressa recentemente (nel corso di un webinar organizzato dall’agenzia Ansa) dal Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, che vede l’idrogeno verde come opzione prioritaria e quello blu come ‘piano B’. Il concetto è che bisogna fare tutto il possibile per privilegiare l’H2 green, ma se non saremo capaci di raggiungere abbastanza rapidamente i target necessari in termini di produzione di energia rinnovabile, non avrebbe senso ritardare lo scale-up dell’idrogeno: a quel punto, per un periodo di transizione, sarà necessario ricorrere alle altre ‘colorazioni’ dell’idrogeno per consentire al mercato di formarsi e crescere, e di poter poi ‘switchare’ verso la versione verde non appena essa sarà disponibile in quantità sufficiente.

“Il target previsto è il 72% dell’elettricità globale da fonte rinnovabile nel 2030” ha infatti ricordato Draghi. “Vuol dire installare circa 70 GW di potenza rinnovabile nei prossimi 10 anni. Il ritmo attuale di installazione della potenza è 0,8 GW all’anno. Dunque tutto dipenderà da quanto saremo in grado di rispettare la tabella di marcia del piano, riducendo al minimo i ritardi nell’implementazione delle infrastrutture energetiche. O attuiamo queste riforme o la transizione energetica richiederà più di 30-40 anni”.

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