Draghi in Algeria firma un nuovo accordo su gas, rinnovabili e idrogeno verde

“I nostri governi hanno firmato una Dichiarazione d’Intenti sulla cooperazione bilaterale nel settore dell’energia. A questa si aggiunge l’accordo tra Eni e Sonatrach per aumentare le esportazioni di gas verso il nostro Paese. L’Italia è pronta a lavorare con l’Algeria per sviluppare energie rinnovabili e idrogeno verde. Vogliamo accelerare la transizione energetica e creare opportunità di sviluppo e occupazione”.

È quanto dichiarato – secondo le cronache delle agenzie stampa – dal premier Mario Draghi, dopo l’incontro col presidente algerino Abdelmadjid Tebboune al palazzo presidenziale di Algeri.

L’iniziativa è parte degli sforzi attuati dal Governo italiano per ridurre la dipendenza dal gas russo, in conseguenza della crisi ucraina e dei suoi effetti sullo scenario geopolitico globale.

Nel dettaglio, l’accordo firmato dal Presidente di Sonatrach, Toufik Hakkar, e dell’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi consentirà – spiega il ‘cane a sei zampe’ in una nota – di aumentare le quantità di gas trasportate attraverso il gasdotto TransMed/Enrico Mattei, nell’ambito dei contratti a lungo termine di fornitura di gas in essere con Sonatrach a partire dai prossimi mesi autunnali, confermando la forte cooperazione fra i paesi.

Tale accordo utilizzerà le capacità disponibili di trasporto del gasdotto per garantire maggiore flessibilità di forniture energetiche, fornendo gradualmente volumi crescenti di gas a partire dal 2022, fino a 9 miliardi di metri cubi di gas all’anno nel 2023-24.

Il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha poi spiegato che l’accordo non termina nel 2024, ma anzi che il flusso sarà costante o su una rampa che andrà a crescere: da Algeri avremo circa 3 miliardi di metri cubi in più di gas subito, altri 6 nel 2023 per arrivare a 9 miliardi, circa 6 miliardi di gas e 3 di GNL.