Elettrolizzatori ‘made in UE’: Consiglio e Parlamento Europeo trovano un accordo sul Net-Zero Industry Act

Fa un passo avanti determinante, verso la sua adozione definitiva, il ‘Net-Zero Industry Act’, provvedimento predisposto dalla Commissione Europea nel marzo dello scorso anno per favorire lo sviluppo della filiera europea delle tecnologie legate alla dercarbonizzazione, tra cui sono stati inseriti gli elettrolizzatori e le fuel cell.

Consiglio e Parlamento Europeo hanno infatti trovato un accordo preliminare sul testo, confermando le disposizioni inserite da Bruxelles e integrando l’Act con una serie di miglioramenti.

In tema di H2, la normativa in fase di elaborazione prevede che la capacità di elettrolisi installata all’interno dell’Unione entro il 2030 debba raggiungere i 100 GW, e che l’industria europea sia in grado di soddisfare almeno il 40% del fabbisogno interno.

Una disposizione (riferita a tutte le tecnologie inserite nel Net-Zero Industry Act, non solo agli elettrolizzatori) confermata nell’ambito dell’accordo raggiunto dalle due istituzioni europee, che insieme alla Commissione formano il ‘trilogo’ attraverso cui si articola il processo legislativo dell’Unione.

“L’accordo odierno – spiegano Consiglio e Parlamento in una nota – prevede un elenco unico di tecnologie a zero emissioni nette (di cui fanno parte, come detto, anche elettrolizzatori e celle a combustibile; ndr), con criteri per la selezione di progetti strategici in tali tecnologie che contribuiranno in maniera più incisiva alla decarbonizzazione”.

La proposta oggetto dell’accordo stabilisce inoltre un obiettivo specifico per la cattura e lo stoccaggio del carbonio, con una capacità di iniezione annua di almeno 50 milioni di tonnellate da raggiungere entro il 2030.

Per quanto riguarda invece i miglioramenti introdotti, questi riguardano nello specifico “la razionalizzazione delle norme relative alle procedure di autorizzazione alla realizzazione, la creazione di distretti industriali a zero emissioni nette e una maggiore chiarezza sui criteri per gli appalti pubblici e le aste”.

I progetti che presentano un maggiore potenziale di decarbonizzazione beneficeranno infatti di procedure di autorizzazione accelerate per la loro realizzazione o espansione: il via libera dovrà arrivare al massimo entro 18 mesi per i progetti oltre 1 GW, ed entro 12 mesi per quelli di minor dimensione.

L’accordo provvisorio raggiunto con tra Consiglio e Parlamento dovrà ora essere approvato e formalmente adottato da entrambe le istituzioni.