Enel insieme a NextChem (gruppo Maire Tecnimont) per produrre idrogeno verde negli USA

Dopo il primo progetto per produrre idrogeno verde, annunciato lo scorso ottobre in Cile, e il più recente accordo con l’Eni per la produzione di H2 green da integrare nel ciclo industriale di due raffinerie italiane del ‘cane a sei zampe’, il gruppo Enel ha formalizzato ora l’avvio di un terzo progetto relativo a questo settore, che verrà realizzato negli USA e vedrà la partecipazione di un altro importante player del Belpaese, ovvero il gruppo Maire Tecnimont.

Enel Green Power, attraverso la controllata nordamericana Enel Green Power North America, Inc. e NextChem, la controllata di Maire Tecnimont dedicata alle tecnologie per la transizione energetica, hanno infatti firmato un protocollo d’intesa per sviluppare un impianto di elettrolisi negli Stati Uniti.

Sfruttando uno dei tanti siti di produzione di energia solare che Enel, tramite EGPNA, gestisce negli USA, insieme alla tecnologie di NextChem per la produzione di H2, l’iniziativa mira a generare green hydrogen che verrà poi fornito come materia prima ad una bioraffineria.

L’accordo prevede che NextChem svolga la funzione di partner tecnologico e di ingegneria, oltre che full turnkey EPC (Engineering, Procurement and Construction) contractor, fornendo a Enel Green Power l’assistenza tecnica necessaria per lo sviluppo e la realizzazione del progetto, che dovrebbe essere operativo nel 2023.

Si tratta – spiegano le due società in una nota – della prima applicazione concreta di un accordo quadro di collaborazione tra Enel e NextChem per valutare la realizzazione di altri progetti congiunti di questo tenore, compresa la sperimentazione di tecnologie avanzate per aumentare l’efficienza nella produzione di idrogeno verde da fonti rinnovabili.

“Questa nuova partnership rappresenta l’ultimo traguardo dell’impegno del gruppo Enel nel promuovere lo sviluppo dell’idrogeno verde” ha dichiarato Salvatore Bernabei, CEO di Enel Green Power. “Siamo attivamente alla ricerca di opportunità in questo segmento in diverse parti del mondo, sia in Europa sia nelle Americhe, e siamo entusiasti di unire le forze con partner come Maire Tecnimont per sfruttare al massimo le significative potenzialità rappresentate dall’idrogeno verde per la decarbonizzazione di settori le cui emissioni sono più difficili da abbattere.”

Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato del Gruppo Maire Tecnimont e di NextChem, ha aggiunto: “Siamo veramente orgogliosi di essere stati scelti da Enel come partner di questa iniziativa industriale, che valorizza le competenze del nostro gruppo nella chimica dell’idrogeno applicata alla produzione di idrogeno verde da energie rinnovabili solari e rappresenta un passo importante nello sviluppo delle nostre iniziative legate all’idrogeno verde, uno dei pilastri fondanti della nostra strategia per l’idrogeno. Uno dei punti chiave della nostra strategia di business è fungere da abilitatore e facilitatore di schemi tecnologici integrati. Il mercato americano si dimostra ancora una volta interessante per noi e lo osserviamo con grande attenzione”.

Nel frattempo Enel, in tema di idrogeno, si è mossa anche sul fronte istituzionale, cofirmando – insieme a molte altre aziende europee – una lettera inviata al Consiglio dell’Unione Europea (l’organo composto da rappresentanti ministeriali dei Governi dei Paesi membri che condivide con il Parlamento Europeo il potere legislativo all’interno dell’Unione; ndr), per ribadire che l’idrogeno verde prodotto da fonti rinnovabili dovrà avere un ruolo centrale nella ‘conclusioni’ che lo stesso Consiglio dovrà adottare questo mese proprio riguardo all’azione dell’Unione in ambito H2.

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