Enel produrrà idrogeno verde anche a Carlentini, in Sicilia

di Francesco Bottino

Livorno – Sono tre, al momento, i progetti che vedranno il gruppo Enel avviare la produzione di idrogeno verde in territorio italiano: due, già noti, sono relativi alle iniziative messe a punto insieme a Eni e Saras, mentre la terza per il momento vede coinvolta soltanto la corporation energetica guidata da Francesco Starace.

A parlarne, nel corso di un evento sul tema idrogeno organizzato a Livorno dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale e da The European House Ambrosetti, è stato Filippo Bortoloni, responsabile per Enel dello sviluppo dei progetti idrogeno a livello globale.

Illustrando le attività in ambito H2 del gruppo, relativamente all’Italia, il manager ha infatti parlato di tre diversi progetti: quello che prevede la produzione di idrogeno verde destinato ad alimentare le raffinerie di Eni a Gela e Taranto (utilizzando due modelli di business diversi, uno con produzione co-localizzata all’interno dello stabilimento del ‘cane a sei zampe’ e l’altro con produzione ubicata presso l’impianto di rinnovabili Enel e successivo trasporto di H2); quello relativo alla produzione di idrogeno presso la raffineria di Saras a Sarroch, in Sardegna, e il terzo, quello fino ad oggi inedito.

Quest’ultimo, che riguarda soltanto Enel e ha per lo più una finalità sperimentale, prevede la produzione di idrogeno verde a Carlentini, in Sicilia, dove il gruppo gestisce un impianto eolico. In questo caso verrà sfruttata una capacità di produzione di energia rinnovabile di 4 MW per alimentare un impianto di elettrolisi in grado di generare 230 tonnellate di H2 all’anno.

“Per questo progetto – ha spiegato Bortoloni – utilizzeremo diverse tipologie di elettrolizzatore fornite da alcune start-up selezionate, sperimentando i macchinari in un contesto industriale per verificarne caratteristiche e potenzialità”.

Tutti e tre questi progetti – ha aggiunto il manager di Enel – “hanno già superato la fase di pre-selezione nazionale per il programma europeo IPCEI”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *