Eni partecipa col progetto HyNet alla gara per ottenere i fondi pubblici stanziati da Londra a favore della CCS

Il Governo di Londra ha messo ‘in palio’ ben 1 miliardo di sterline come finanziamento a fondo perduto per sostenere 4 progetti di cattura e stoccaggio della CO2 per una capacità totale di 10 milioni di tonnellate di anidride carbonica al 2030, e l’Eni intende assicurarsene una parte.

Il ‘cane a sei zampe’, tramite la sua filiale Eni UK, è capofila del progetto HyNet North West – che peraltro ha già ottenuto 33 milioni di sterline di fondi dal Governo britannico – finalizzato a decarbonizzare uno dei principali cluster industriali del Regno Unito tramite idrogeno blu e CCS (la CO2 verrà stoccata nei giacimenti offshore esausti dell’Eni nella baia di Liverpool), ed ha inviato la documentazione per partecipare alla gara indetta dal Governo per il ‘Cluster Sequencing for Carbon Capture Usage and Storage Deployment: Phase 1’’, la procedura tramite cui verranno assegnate, in due tranche con differenti tempi di avviamento, una entro il 2025 (progetti Track 1), e una entro il 2027 (progetti Track 2), le risorse del Carbon Capture Storage Infrastructure Fund (CCFI) pari appunto a 1 miliardo di sterline per 4 progetti di CCS.

Questo stanziamento – ricorda il gruppo italiano in una nota – rientra nel più ampio programma di investimenti da 12 miliardi di sterline previsto nell’ambito del ‘Ten Point Plan’ presentato dal Governo britannico a novembre 2020 con l’obbiettivo di guidare il Paese verso la transizione energetica e promuovere la ‘Rivoluzione Industriale Verde’ puntando, oltre che sulla CCS, anche su altre tecnologie come l’eolico offshore, l’idrogeno blue e verde, il nucleare, la mobilità elettrica e l‘efficientamento energetico delle abitazioni.

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