ENTSOG ‘mappa’ tutti i progetti europei sull’idrogeno: in Italia ce ne sono 19

di Francesco Bottino

Sono 19 i progetti attualmente definiti in Italia (in corso o anche già conclusi), relativamente allo sviluppo della value chain dell’idrogeno.

O almeno questo è il numero che emerge dalla mappa interattiva di tutti i progetti europei sull’H2 messa a punto dall’associazione ENTSOG (European Network of Transmission System Operators for Gas) e consultabile all’indirizzo web https://h2-project-visualisation-platform.entsog.eu/ .

Limitatamente alle sole iniziative mappate nel Belpaese, secondo questo strumento 5 riguardano sistemi integrati di produzione, trasporto e utilizzo di H2, mentre 4 riguardano gli utilizzi finali del vettore. Altrettanti sono invece relativi alla sola produzione di idrogeno, e ancora 4 sono i progetti che prevedono retrofitting o ‘repurposing’ di infrastrutture esistenti. Infine, 2 progetti riguardano la costruzione di nuove infrastrutture dedicate al trasporto e alla distribuzione di H2.

Scendendo più nel dettaglio, della prima categoria fanno parte il progetto europeo Blue Dolphin in cui è coinvolta Fincantieri, che prevede la costruzione di fino a 50 mezzi navali con propulsione ad H2. C’è poi il progetto DIVINA con cui Snam, RINA e Bormioli puntano a introdurre l’idrogeno nel ciclo dell’industria vetraria, il progetto H2iseO per la realizzazione di una hydrogen valley ferroviaria in Valcamonica, l’impianto di refueling stradale di idrogeno di Bolzano, realizzato dall’IIT e da Autostrada del Brennero, nonché il progetto Silver Fog, promosso da Hydrogenics, Meyer Burger, EcoSolifer, SolarPower Europe, European Energy e finalizzato all’installazione di 10 GW di capacità di elettrolisi per produrre in Nord Italia idrogeno verde dall’energia solare e distribuirlo tramite apposite pipeline all’industria chimica.

La sezione degli usi finali è costituita invece dal progetto (già concluso) di Snam, che ha impiegato una miscela di metano e idrogeno al 10% per alimentare un pastificio a Contursi, il progetto di Snam, RINA e GIVA Group per l’utilizzo di H2 nel processo di forgiatura dell’acciaio, il progetto Reflex (anch’esso in conclusione quest’anno) relativo allo sviluppo di un nuovo sistema di stoccaggio energetico e, infine, il progetto REHeatEU, in cui sono coinvolte STI Group, Beckett Italy e Thermanl Technologies e che prevede l’utilizzo di idrogeno per il riscaldamento domestico.

I 4 progetti relativi alla produzione di idrogeno sono invece quello promosso da Italgas a Cagliari (con la partecipazione – si legge nella mappa di ENTSOG – anche di Edison, Mini, BMW e Snam), quello che prevede la collaborazione tra Eni ed Enel per la produzione di H2 green in due raffinerie del ‘cane a sei zampe’, il progetto Pegasus di SGI (Società Gasdotti Italia) per la produzione di gas naturale al 100% rinnovabile partendo da idrogeno verde generato tramite elettrolisi, e infine il progetto Prometeo, iniziativa coordinata dall’ENEA e partecipata da diverse aziende italiane (Snam, Fondazione Bruno Kessler, Maire Techimont, NextChem) che ha come obbiettivo quello di far scendere il costo dell’idrogeno verde entro i 2 euro a Kg combinando diverse tecnologie di produzione.

Tre delle 4 iniziative mappate nell’ambito del retrofitting delle infrastrutture esistenti riguardano direttamente (e prevedibilmente) Snam: la certificazione delle porzioni di rete già ‘hydrogen ready’ da parte del RINA, lo studio di fattibilità sull’immissione nelle stazioni di compressione esistenti di una miscela di idrogeno e metano realizzato in collaborazione con Baker Hughes, e l’obbiettivo di Snam Rete Gas di adattare i propri asset alla gestione di una miscela contenente almeno il 5% di H2. Il quarto progetto, in cui pure la stessa Snam è coinvolta, è un’iniziativa europea che vede anche la partecipazione di Enagas, Fluxys, Gasunie, GRTGaz, National Grid e OGE, chiamata H2GAR e finalizzata a favorire lo scambio di informazioni e di competenze in tema di ‘hydrogen readiness’ della rete.

Infine, gli ultimi due progetti mappati da ENTSOG, che riguardano la realizzazione di nuove infrastrutture dedicate al trasporto e alla distribuzione di idrogeno, sono in realtà la fase 1 e la fase 2 di un’unica iniziativa, denominata HyBRIDS e promossa da SGI e da Società Chimica Bussi per la realizzazione di una nuova pipeline di 2 Km progettata espressamente per la movimentazione di H2.

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