Equinor triplica l’output di idrogeno (blu) previsto in Gran Bretagna con un nuovo progetto da 1,2 GW

La corporation energetica statale della Norvegia, Equinor, ha deciso di alzare la posta della sua scommessa sullo sviluppo dell’idrogeno in Gran Bretagna, annunciato un nuovo progetto che triplicherà il suo output di H2 previsto entro il 2030.

Il CEO di Equinor Anders Opedal ha infatti confermato l’intenzione del gruppo di realizzare un nuovo impianto per la generazione di idrogeno blu, prodotto da SRM con cattura della CO2, nei pressi della città di Hull. Il sito avrà una capacità di 1.200 MW e servirà principalmente ad alimentare la centrale a gas della compagnia energetica SSE di Keadby, che verrà convertita per diventare la prima struttura al mondo di generazione elettrica alimentata interamente a idrogeno.

I 1.200 MW che Equinor intende installare nell’ambito di questa nuova iniziativa si sommano ai 600 MW (sempre in termini di produzione di idrogeno blu) che la stessa corporation svilupperà per rifornire di H2 il Saltend Chemicals Park e la Saltend Power Station, anche in questo caso all’interno del progetto H2H Saltend sviluppato in partnership con SSE.

A livello aggregato, quindi, entro il 2030 Equinor prevede di gestire in Gran Bretagna una capacità di produzione di idrogeno pari a 1.800 MW, valore rilevante se rapportato all’entità complessiva dei progetti annunciati per la produzione di H2 (sia blu che verde) nel Regno Unito, che al momento raggiunge i 5,6 GW di capacità. Di questi – secondo i dati raccolti da ICIS (Indipendent Commodity Intelligence Service) – la quasi totalità, ovvero 5,4 GW, è relativa a progetti di idrogeno blu, tra cui i principali sono il già citato H2H Saltend, HyNet (di cui l’Eni è uno dei partner principali), Acorn e H2Teesside (promosso dalla major nazionale BP).

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