ERG monitora, da spettatore interessato, lo scale-up dell’idrogeno

Il gruppo genovese ERG, uno dei nomi storici dell’industria petrolifera italiana, oggi azienda completamente riconvertita e votata unicamente al business delle energie rinnovabili, al momento non ha piani di investimento nell’idrogeno, ma tiene monitorato il settore con molto interesse, specie in relazione alla variante verde dell’H2.

“Al momento rimaniamo concentrati sul piano industriale che prevede la crescita in tre direzioni: repowering, green field e acquisizioni. Per noi è interessante il fatto che la produzione di idrogeno a tendere dovrà essere fatta con energia generata da rinnovabili per massimizzarne la decarbonizzazione. E’ uno sviluppo a cui prestiamo molta attenzione” ha spiegato il CEO di ERG Luca Bettonte in una lunga intervista rilasciata ad Affari & Finanza, il supplemento economico del quotidiano La Repubblica.

E la ragione di tale interesse è evidente: ERG è ad oggi il primo produttore italiano di energia eolica con una quota di mercato dell’11,2% (seguono Edison col 9% ed Enel col 7,3%). Una crescita della domanda connessa alla produzione di idrogeno verde creerebbe nuove ed evidenti opportunità di business per l’azienda, che al momento quindi sta alla finestra – per quanto riguarda l’H2 – e intanto prosegue con il suo ambizioso piano industriale: investimenti complessivi per 1,7 miliardi di euro di cui il 90% destinati a ricerca e sviluppo.

Di essi, come spiega Bettonte, una parte rilevante (oltre 400 milioni nel periodo 2018-2022) saranno destinati al repowering, ovvero all’upgrade di alcuni degli impianti eolici già operativi, con la sostituzione delle turbine esistenti a favore di modelli più moderni e quindi efficienti. Un intervento che peraltro – ora che questa pratica di aggiornamento tecnico degli impianti eolici può ottenere incentivi grazie alle disposizioni del DL Semplificazioni recentemente convertito in legge dal Parlamento – ERG sta valutando di estendere a tutte le sue turbine predisposte, portando così l’investimento complessivo stimato fino a 1 miliardi di euro.

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