European Clean Hydrogen Alliance: crescono le adesioni dell’industria italiana, istituzioni ancora ‘latitanti’

Cresce il numero di membri dell’European Clean Hydrogen Alliance, aumentano anche i soggetti industriali italiani, ma restano ancora clamorosamente assenti (salvo un paio di eccezioni) le istituzioni del Belpaese, a fronte invece di una rappresentanza ormai piuttosto nutrita di ministeri e autorità locali di molti degli altri Paesi dell’UE.

E’ il quadro che emerge analizzando l’ultima versione della lista dei membri dell’Alliance, rilasciata dalla Commissione Europea, rilasciata il 15 aprile.

Secondo quanto riportato da un articolo di Quotidiano Energia (ripreso anche dall’agenzia Ansa), infatti, i soggetti italiani che attualmente aderiscono all’iniziativa – varata da Bruxelles nel luglio dello scorso anno, parallelamente alla presentazione della strategia europea per l’idrogeno – sono in tutto 65, 10 in più rispetto ai 55 della ‘release’ precedente.

Tra i nuovi ingressi – sul fronte industriale – da segnalare quelli di Alma Cis, Giornano Controls, Gnutti Carlo, Igi Poseidon (joint-venture paritetica tra Edison e la greca DEPA che sta progettando la realizzazione dei due novi gasdotti Interconnector Greece-Bulgaria e EastMed, Nextchem (gruppo Maire Tecnimont), Pietro Fiorentini (fornitore di equipment per l’industria oil&gas), Riello e Siderforgerossi Group.

Totalmente sguarnita di bandierine tricolori, o quasi, resta invece la sezione dell’elenco dedicata alle istituzioni: nessun ministero italiano, nessuna regione o comune, né altri enti riconducibili all’apparto statale, fatte salve le Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale (porti di Livorno, Piombino e Isola d’Elba), e del Mar Tirreno Centro Settentrionale (porto di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta), entrate già da mesi nell’alleanza europea e tra le più attive sul tema dell’idrogeno in ambito logistico portuale.

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