ExxonMobil studia un nuovo sistema per catturare la CO2 usando le fuel cell

La major americana ExxonMobil sta studiando un innovativo sistema per la cattura della CO2 che prevede l’utilizzo di fuel cell a carbonati.

La corporation ha svelato questo progetto all’interno di un più ampio report intitolato ‘Innovating Energy Solutions’ e focalizzato su tutte le nuove tecnologie a cui il gruppo lavora in tema di sostenibilità ambientale, assicurando che l’utilizzo di celle a combustibile del tipo a carbonati potrebbe rendere più economica e flessibile l’attività di CCS (Carbon Capture and Storage).

Secondo ExxonMobil, infatti, questa soluzione richiederebbe una quantità di energia molto minore, rispetto alle tecnologie già esistenti per la cattura della CO2. Inoltre, basandosi sull’impiego di fuel cell, che sono per natura unità modulari, presenterebbe un elevato grado di flessibilità che la renderebbe particolarmente adatta ad utilizzi in location e contesti anche molto diversi tra loro.

In particolare, però, l’azienda USA ritiene che questo tipo di soluzione potrebbe risultare adatta per l’impiego presso siti industriali e centrali elettriche. Due settori, l’industria manifatturiera e la power generation, che – ricorda ExxonMobil – producono da soli circa il 70% delle emissioni globali di CO2 connesse all’energia.

Per questo l’impiego di fuel cell per catturare al CO2, sistema che sarebbe efficace al 90% riuscendo contemporaneamente a ridurre i costi operativi e garantire massima flessibilità, potrebbe essere secondo ExxonMobil la giusta soluzione per decarbonizzare i menzionati settori economici. Una volta catturata, ricorda il gruppo americano, l’anidride carbonica può essere compressa e stoccata sotto terra, a profondità che arrivano fino a 3.000 metri.

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