Ferorelli (Hydro2Move): “L’idrogeno per l’industria italiana è un’occasione irripetibile, da non sprecare”

Riceviamo, e pubblichiamo, questo intervento di Romolo Ferorelli, Managing Director di Hydro2Move, la nuova piattaforma lanciata nell’estate 2021 dal gruppo Ankorgaz per investire nella filiera tecnologica dell’idrogeno verde

Dal nostro singolare osservatorio di investitori in start-up nella filiera industriale dell’idrogeno assistiamo in diretta a un fenomeno embrionale nell’industria italiana: la possibilità di far nascere un nuovo segmento di produzione manifatturiera, una potenziale spinta rigenerativa dopo anni di delocalizzazioni e de-industrializzazioni che hanno slabbrato il tessuto produttivo italiano.

L’idrogeno come gas tecnico potrebbe essere solo lo zoccolo duro esistente di un mercato destinato a cambiare prepotentemente, in cui il prodotto H2 potrebbe prendere nuova vita connotandosi come vettore energetico per alcuni segmenti di mercato della mobilità sostenibile e come combustibile pulito (il più pulito in assoluto) per la decarbonizzazione di industrie energivore.

La questione non è se, ma quando. Alla voce “idrogeno” il PNRR prevede fondi importanti ma non decisivi per favorire il decollo del settore industriale afferente al “nuovo” vettore energetico. Il PNRR non può essere la chiave di volta, anche se rappresenta un importante co-fattore di sviluppo.

Veniamo all’industria italiana: serviranno capacità di progettazione, equipment, impianti, componentistica, linee produttive e soprattutto nuove filiere che non devono essere necessariamente nuove, ma innovative,cioè frutto di una riconversione di linee esistenti con l’integrazione in una gamma produttiva orientata all’idrogeno.

C’è una generazione di valenti imprenditori che possono conferire ai loro stabilimenti un nuovo assetto produttivo. Certo ci vogliono capitali, e una politica industriale che ancora non c’è, ed è necessario prestare attenzione alla singolare analogia con l’automotive,settore che – se non si evolve tempestivamente – rischia sotto i colpi della disruption dell’auto elettrica di perdere solo in Italia 70.000 posti di lavoro.

Dunque per l’idrogeno come per l’automotive si tratta di riconvertire produzioni esistenti, e questo vuol dire investire in progetti di Ricerca&Sviluppo con un focus su soluzioni con specifiche tecniche H2, trovare nuove alleanze con fornitori e rivolgersi a nuovi clienti per entrare in un ecosistema produttivo pronto alla domanda emergente.

Chi produce valvole per il gas può produrre valvole per l’idrogeno, c’è da lavorarci e molto ma è un percorso ineludibile secondo l’evoluzione trasformativa della propria impresa.