Germania e Norvegia studiano un nuovo idrogenodotto per collegare i due Paesi

I Governi di Berlino e Oslo hanno deciso di collaborare per valutare la fattibilità di una nuova pipeline dedicata al trasporto di idrogeno tra la Norvegia e la Germania.

È quanto emerso – e riportato da diversi media internazionali – al termine di un recente incontro tra il Ministro tedesco dell’Economia Robert Habeck e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store.

La decisione farebbe parte degli sforzi di molte delle principali nazioni europee, a partire proprio dalla Germania, di ridurre la propria dipendenza energetica dal gas russo.

Secondo le agenzie, a margine del meeting Habeck e Store hanno sottolineato come sia fondamentale “nei prossimi mesi e anni, accelerare lo sviluppo di fonti energetiche alternative in grado di sostituire il gas e il petrolio russi, e realizzare le infrastrutture necessarie”.

E tra queste alternative ci sarà sicuramente l’idrogeno, di cui la Norvegia (già importante esportatore di metano) punta a diventare un fornitore di primo piano a livello globale, e di cui sicuramente l’economia tedesca sarà un forte consumatore e avrà bisogno di integrare la produzione interna con importazioni da fonti estere.

Importazioni che potranno avvenire via nave – il porto di Amburgo sta già lavorando per candidarsi come hub dei futuri traffici marittimi di H2 – ma anche via pipeline, direzione in cui va il recente accordo siglato sull’asse Oslo-Berlino.

L’obbiettivo della condotta di cui nei prossimi mesi verrà valutata la fattibilità sarebbe infatti quello di consentire la spedizione in Germania di idrogeno prodotto in Norvegia. Idrogeno che nel medio-lungo periodo dovrà essere verde, ovvero prodotto con elettrolisi alimentata da fonti rinnovabili, ma che in una fase iniziale e transitoria potrebbe anche essere blu, ovvero generato da steam reforming del metano.

Se infatti il nuovo Governo tedesco – in cui il partito ambientalista ha un ruolo rilevante – preme per puntare esclusivamente sulla variante rinnovabile dell’H2, Equinor – la ex Statoil norvegese – da parte sua sta investendo per sviluppare entrambi i ‘colori’, potendo contare si su un’importante fonte rinnovabile come l’eolico offshore, ma anche su ingenti riserve di gas naturale che in questo modo potrebbero trovare una valorizzazione nella prima fase della transizione energetica.

Inizialmente, quindi, il futuro idrogenodotto tra Norvegia e Germania potrebbe trasportare anche H2 blu, ma solo per una breve fase transitoria come ha voluto sottolineare il Ministro Habeck.