Giorgetti (MISE) conferma: “A Taranto riconversione green dell’ex Ilva con l’idrogeno, grazie ai fondi UE”

Il Governo vuole convertire il polo siderurgico ex Ilva di Taranto per produrre acciaio in modo sostenibile, utilizzando l’idrogeno non appena ciò sarà possibile dal punto di vista tecnologico e industriale, e sfruttando le risorse messe a disposizione dall’Europa per finanziare questa trasformazione.

Lo ha confermato ieri a Bruxelles il Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, che ha dichiarato ai giornalisti (al termine di un incontro con il Commissario UE per l’Economia Paolo Gentiloni): “Il progetto e l’obiettivo del Governo, coerentemente con quello che sta scritto nel PNRR, è di produrre acciaio a Taranto in modo ecologico e ambientalmente compatibile, utilizzando l’idrogeno quando sarà una tecnologia funzionale alla produzione”.

Il titolare del MISE ha quindi aggiunto che “per la riconversione dell’impianto saranno usate le risorse del Just Transition Fund”, e ha ricordato che sull’ex Ilva, il Governo è in attesa “della sentenza” nel processo per disastro ambientale.

Di acciaio e idrogeno a Taranto ha parlato anche il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intervenendo online al Wired Digital Day in corso a Brindisi: “Il Governo si gioca la faccia sulla questione di Arcelor Mittal” ha detto il governatore pugliese. “Se dovesse fare come tutti i precedenti, e cioè dire che siccome costa troppo la conversione energetica dell’ex Ilva con una tecnologia decarbonizzata, che pure è prevista nel PNRR, e dovessimo passare altri 10-15 anni con il ciclo integrale o integrato, quello fondato sul carbone, per noi sarebbe un dramma”. Emiliano ha quindi ricordato che “abbiamo candidato Taranto a diventare il polo dell’idrogeno italiano, perché pensiamo che grazie alla nostra produzione di energia eolica e fotovoltaica potremmo produrre idrogeno a costo accettabile e insieme al gas potremmo iniziare una rivoluzione”.

Di H2, ieri, ha parlato anche Il Ministro della Transizione Ecologia Roberto Cingolani, che in audizione alle Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera ha detto che, in tema di energia rinnovabile, “il target primario è arrivare al 70% di fonti rinnovabili. Se ci riusciamo, possiamo installare le colonnine di ricarica per le auto, possiamo decarbonizzare i settori industriali ‘hard to abate’ (acciaierie, cementifici) e possiamo iniziare una politica seria sull’idrogeno”.

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