Gli operatori britannici di gasdotti presentano il loro piano per trasportare idrogeno nella rete nazionale

Gli operatori britannici di pipeline vogliono fare la loro parte per contribuire allo scale-up dell’industria dell’idrogeno nel Regno Unito, in linea con le indicazioni del Governo di Londra contenute nel documento ‘10 Point Plan for A Green Industrial Revolution’ presentato lo scorso novembre.

Modalità e obbiettivi di questo impegno, sottoscritto da tutte e 5 le aziende che operano i gasdotti del Paese, Cadent, National Grid, Northern Gas Networks, SGN & Wales e West Utilities, sono stati condensati nell’Hydrogen Network Plan, pubblicato nell’ambito del programma Gas Goes Green della Energy Networks Association.

Nel dossier gli operatori delineano gli interventi che si impegneranno ad effettuare per raggiungere gli obbiettivi fissati nella strategia nazionale dell’H2, e quindi essere pronti a trasportare nelle loro reti locali il 20% di idrogeno (in mix col metano) entro il 2023 e contribuire ai target della produzione fissati a 1GW per il 2025 e a 5 GW per il 2030.

Inoltre vengono individuate le modalità con cui i gestori di pipeline potranno facilitare la creazione di un network di stazioni di rifornimento per la mobilità ad H2, l’interconnessione tra diverse fonti energetiche rinnovabili, lo sviluppo delle tecnologie di carbon capture and storage (CCS), la fornitura di idrogeno a utenze industriali e la creazione di due cluster entro il 2025 e di altri due nel entro il 2030.

Più nel dettaglio, l’Hydrogen Network Plan illustra come gli operatori dei gasdotti della Gran Bretagna potranno garantire la distribuzione di idrogeno in tutta sicurezza attraverso progetti di innovazione tecnologia; preservare la certezza degli approvvigionamento garantendo che il network nazionale del gas abbia la capacità sufficiente a soddisfare la domanda britannica di energia utilizzando idrogeno; lavorare per ridurre le emissioni di CO2 e al contempo garantire alla popolazione e al tessuto economico di poter scegliere tra diverse tecnologie low-carbon; sviluppare investimenti e creare nuovi posti di lavoro anche tramite gli interventi di upgrade della rete nazionale di condotte e la sostituzione dei vecchi tubi in acciaio con nuove linee ‘hydrogen-ready’.

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